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Viaggio: i bizzarri souvenir più confiscati

Manette, fuochi d’artificio e sacchetti di sabbia: gli oggetti più stravaganti sequestrati negli aeroporti

Viaggiare in aereo
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Un’indagine del motore di ricerca voli e hotel Jetcost ha rivelato quali sono gli oggetti più bizzarri sequestrati ai viaggiatori negli aeroporti. Il 78% degli intervistati ha dichiarato di portare regolarmente a casa oggetti acquistati nei paesi appeni visitati, soprattutto per mostrarli agli amici o per avere un ricordo duraturo delle vacanze. Spesso però non ci si limita ai classici soprammobili (scelti dal 22%), alle cartoline (21%) e ai souvenir con il logo della città o dell’albergo (16%). Il 12% del campione ha ammesso di essere stato fermato alla dogana e costretto a liberarsi di quanto portava con sé. 
Ecco una classifica dei 5 prodotti più “bloccati al confine”: manette per il 14%, sabbia o altri elementi naturali per il 9%, animali vivi per l’8%, picchetti da campeggio per il 6% ed animali morti per il 3%. Sempre secondo il sondaggio, il 37% di chi si è visto confiscare un paio di manette si è semplicemente dimenticato di infilarle nella valigia in stiva, mentre il 31% ha ammesso che “sperava di utilizzarle durante il viaggio aereo”. Un intervistato ha persino confessato di aver portato con sé un mattone prelevato da un muro del suo hotel. Quando gli agenti della dogana gli hanno chiesto spiegazioni, ha dichiarato di averne già molti altri, provenienti da altri paesi, e che la sua intenzione era di costruire qualcosa usando la sua bizzarra collezione. 
Antoine Michelat, cofondatore di Jetcost ha dichiarato: “Certe volte non riusciamo davvero a capire cosa passa nella testa della gente al momento di tornare a casa. Alcuni pensano sia accettabile o persino normale riporre in valigia animali morti, mattoni e addirittura fuochi d’artificio. Cosa è successo alle magliette con il logo della città e alle palle di vetro con la neve dentro?”. E raccomanda: “Consigliamo a tutti i passeggeri di verificare quello che si può trasportare in aereo e far entrare nel paese d’origine. Nel dubbio, la cosa migliore è chiedere a qualcuno o effettuare una rapida ricerca su Internet”.  Per maggiori informazioni cliccare su www.jetcost.it 
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