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Arancia amara, amica della linea

Raramente consumata fresca, ma ampiamente utilizzata in cosmesi ed erboristeria per le sue proprietà

Pezzetti di arancia
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A differenza dell’arancia dolce quella amara non ha un sapore facilmente apprezzabile. Il suo nome ne identifica facilmente la ragione: oltre ad essere aspro, questo agrume è molto amaro. Il frutto proviene dall’albero che in botanica si chiama Citrus x Aurantium, fa parte della vasta famiglia degli agrumi e sembrerebbe essere un ibrido tra pomelo e mandarino, anche chiamato ‘melangolo’ che possiede molte proprietà medicinali, così come le foglie e i fiori della pianta che lo genera. 
Come accennato, l’arancia amara è poco gradevole da fresca, ma l’industria alimentare la utilizza per molti prodotti: un classico è la marmellata di arance amare, mentre la buccia viene utilizzata per diventare canditi, o i liquori. Tuttavia è dagli estratti e dagli oli essenziali che si ricavano la maggior parte dei benefici, primo fra tutti l’effetto dimagrante. Non è un prodotto che in sé fa dimagrire, piuttosto il suo alto contenuto di sinefrina, una sostanza che si trova nel frutto acerbo essiccato, induce a mangiare molto meno da un lato, e induce la termogenesi dall’altro, ovvero il bruciare grassi. E’ per questo che l’estratto di arancio amaro si trova in moltissimi prodotti snellenti e anticellulite. Ma non è questa l’unica virtù. L’infuso dei fiori e delle foglie di arancio amaro è consigliato per combattere l’insonnia, mentre quello della buccia del frutto ha proprietà digestive. L’olio essenziale dell’arancio amaro (ottenuto dalla scorza) ha proprietà antisettiche, disinfettanti e antinfiammatorie, ed è utile se applicato sulla pelle per contrastare secchezza e irritazioni come la psoriasi. 
Ma torniamo al frutto e al suo consumo: come si prepara la marmellata di arance amare? Le ricette sono tante, noi vi consigliamo di pelare con un coltellino di precisione la scorza, sbucciando con cura solo la parte arancione; tagliate a striscioline le scorze e bollitele per 10 minuti in acqua bollente per 2 volte (cambiando l’acqua). Ripulite bene la polpa dalla pellicina bianca e fatela a tocchetti, e lasciatela a macerare qualche minuto in una terrina con la spremuta di un limone. Mettete in una casseruola acqua e zucchero – in proporzione 1 chilo di zucchero per 3 chili di arance pulite, e 1 litro d’acqua ogni chilo di zucchero – aspettate che diventi uno sciroppo e aggiungete le scorzette scolate e poi la polpa, mescolando bene e lasciando andare a fuoco lento per circa 2 ore prima di invasare.
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