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Il ritorno in voga del cicloturismo

Pedalare in giro per il mondo: la massima espressione del turismo sostenibile

Coppia in bicicletta
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Non servono esperti che chiariscano il ritorno in voga del cicloturismo. E non parliamo di ciclisti con tutina attillata e bici da corsa che la domenica mattina riempiono le statali. Il cicloturismo si fa in maglietta e scarpe da tennis, senza bisogno di essere troppo allenati. Perché è un’esperienza alla portata di tutti, pensata per famiglie e persone che amano pedalare, senza essere sportivi.

Un’esperienza che sempre più persone vorrebbero provare

Oggi il pubblico si è allargato anagraficamente ed è diventato trasversale: il cicloturismo ha preso piede nonostante le inerzie e i ritardi del nostro Paese. Dal 2012, per la crisi, per un ritrovato senso ambientalista, si assiste alla riscossa delle due ruote. Mai come adesso la bicicletta è di moda: laboratori artigianali sfornano modelli eleganti, stilisti griffano manubri e telai. Alcune amministrazioni locali la riconsiderano un mezzo di trasporto a tutti gli effetti e la sicurezza dei ciclisti diventa un tema di dibattito pubblico.

Se il pubblico potenziale è cresciuto, l’offerta latita e i turisti preferiscono l’estero

In Italia mancano i servizi: poter prendere con facilità un treno o un battello lungo il percorso. Mancano sistemazioni adatte cui appoggiarsi, officine attrezzate, la possibilità di avere assistenza. E una rete estesa di servizi pensati per chi fa questo tipo di vacanze.

Eppure, dove si è investito in maniera coerente, i risultati sono arrivati

In Trentino sono stati progettati interventi per la mobilità alternativa nel 1988. E da allora sono stati investiti più di 120 milioni di euro. Il risultato sono 410 chilometri di ciclabili che coprono tutti i principali fondovalle. Stessi ottimi risultati in Alto Adige. La rete di ciclabili che ricalca il corso dei fiumi è completata e dal 2011 interamente interconnessa. In provincia di Bolzano negli ultimi anni hanno puntato a sviluppare tutti i servizi che rendono una ciclabile appetibile al cicloturismo.

Una ricerca commissionata nel 2010 dalla rete Eurovelo al Centro per il trasporto e il turismo sostenibile dell’Università di Breda, in Olanda, spiega che da un punto di vista economico il cicloturismo rappresenta un buon affare. In Europa il turismo in bicicletta genera un volume di affari di 54 miliardi di euro, la spesa media per persona arriva a cento euro al giorno.

Nonostante il boom del turismo a due ruote, in Italia siamo comunque lontani dalla Passau-Vienna, la ciclabile più famosa d’Europa

Trecento chilometri lungo il Danubio che si percorrono con tranquillità in una settimana». Ma qualcosa si muove. Il Politecnico di Milano ha elaborato Ven To: il progetto, ambizioso, di una ciclabile di 697 chilometri che corre lungo il Po, da Torino a Venezia. A maggio scorso, a Venezia, si è svolta la seconda edizione del BAM!, il raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta. Workshop, ospiti e mostre tematiche, un “concerto a pedali” e 3 pedalate collettive nel contesto della Rocca di Noale e pedalando tra i percorsi del Veneto.

Mai come oggi viaggiare e muoversi su due ruote rappresenta una grande opportunità

Per coglierla servono investimenti coordinati e una politica lungimirante, nonché garanzie per la sicurezza dei ciclisti. A Milano, il 30 settembre Touring presenta un’idea originale per non perdere questo ritorno di fiamma: il Parco cicloturistico dei Navigli.