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Apre il Lego store di Milano: il segreto di un successo

In arrivo il più grande dei monomarca Lego in Italia. Il successo di un brand che ha vinto sulla tecnologia

courtesy of Lego

Per gli appassionati italiani l’11 novembre sarà una data da ricordare. A Milano – Corso Monforte, a due passi da San Babila – apre il più grande negozio italiano dedicato ai mattoncini colorati. Dopo i monomarca di Arese, Marcianise, Orio al Serio e Torino, Lego rilancia. Nel cuore di Milano prende vita uno spazio di 270 metri quadri, tutto dedicato alle famigerate costruzioni che hanno accompagnato l’infanzia di tante generazioni. Uno store è molto più di un negozio. Si tratta di una vera esperienza multisensoriale. Una riuscita combinazione di elementi interattivi virtuali e non, in grado di coinvolgere bambini di tutte le età.

Il segreto del successo

74 anni di vita ma non li dimostra. Il successo di Lego – che è l’acronimo di legt godt, ovvero gioca bene – e dei suoi mattoncini colorati ha radici lontane. Ma ha saputo adattarsi ai tempi che cambiano pur mantenendo intatti i propri valori. In fondo non è cambiato molto dal 1932. In quel periodo il falegname danese Ole Kirk Kristiansen, per ovviare alle conseguenze crisi economica del ‘29, decise di cambiare strategia. Invece che arredi per interni, ebbe l’intuizione di realizzare giocattoli in serie e con bassi costi di produzione. Prima in legno e successivamente in plastica. Da qui cominciò la fortuna del falegname e del piccolo borgo di Billund, dove tuttora ha sede l’azienda e dove esiste un parco a tema dedicato.

Ancora oggi, come allora, si producono mattoncini, miliardi di pezzi distribuiti in tutto il mondo attraverso sedi localizzate e nuove fabbriche. E non è affatto secondario che quasi tutti i pezzi sono perfettamente integrabili con i primi realizzati in plastica ABS negli anni 50. Anche per questo il successo è diventato planetario e si è protratto fino ai giorni nostri. Resistendo brillantemente agli inesorabili attacchi della tecnologia e dei più moderni videogiochi.

Uno scorcio del Lego Store di New York
Uno scorcio del Lego Store di New York

Da padre in figlio

La longevità di Lego è intrinseca ai valori che ha saputo trasmettere a milioni di bambini e soprattutto ai genitori. Un sistema di gioco, più che un gioco, che non si esaurisce praticamente mai. Per sentirsi dei piccoli ingegneri, prendere parte alle proprie fantasie, immaginarsi e costruire il futuro o il passato. In fondo basta poco. Modificare le composizioni, aggiungere pochi pezzi, un pizzico di creatività e ricominciare ogni volta, continuando all’infinito. Anche quando i bambini diventano adulti. La passione si trasferisce di padre in figlio, i mattoncini vecchi si combinano con nuovi. Come fossero una preziosa eredità da tramandare di generazione in generazione.

Lego vs videogiochi

Lego ha retto bene anche il confronto con i videogiochi. Piuttosto che combatterli ne ha fatto un cavallo di troia. Oggi è possibile avventurarsi con i Lego su tutte le piattaforme da gioco ed emulare il mondo dei mattoncini attraverso uno schermo. Ma niente paura. I supereroi hanno le sembianze degli omini Lego. Stavolta i software non hanno soppiantato la realtà, ma anzi hanno contribuito a rafforzarne l’immagine e l’insostituibilità del gioco originario.

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