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Parrucchieri 2.0: il coiffeur riceve a casa sua

A Parigi, la nuova hairdressing experience: niente salone e vetrine, ma studi, atelier, appartamenti privati

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Con la sharing economy sono nati molti, moltissimi tipi di professionalità che prima non esistevano. Allo stesso tempo, molti mestieri tradizionali si sono dovute adattare, riformulare, trovare un modo per inserirsi nel nuovo flusso di mercato. Accade ai ristoratori, agli albergatori, ai tassisti, ai creativi. E accade anche ai parrucchieri: i saloni di hairdressing si stanno reinventando, almeno in Francia. Lo afferma un articolo di Madame le Figaro sui parrucchieri parigini, che hanno trovato una nuova formula per proporre alle proprie clienti un servizio nuovo e più accogliente: la casa privata.

Non si tratta di parrucchieri a domicilio, ma di saloni che si sono trasferiti in appartamenti, magari proprio dove abita il coiffeur stesso. O in piccoli atelier, boudoir, studio. Insomma in ambienti più intimi, privati, senza vetrine e luci al neon, ma con il comfort di una casa accogliente. D’altronde, siamo nell’era di Airbnb, degli home restaurant, dei corsi di cucina caserecci. Ecco che anche il mondo dell’estetica si muove su questo fronte, ma in versione molto più sofisticata del ‘parrucchiere a domicilio’.

I parrucchieri ‘casalinghi’ di Parigi

Esistono più saloni di parrucchieri che panifici in Francia, afferma l’articolo. Si tratta quindi di una fetta di mercato notevole, che sta cercando di adattarsi alle nuove esigenze della clientela. A Parigi per esempio, lo Studio David Mallett cavalca questa tendenza già da anni. Diversi i saloni di questa firma, ma uno in particolare è stato creato in un appartamento privato per assolvere alle esigenze degli shooting fotografici. Che richiedevano ambienti tranquilli, ma allo stesso tempo caldi e che facessero da sfondo esteticamente gradevole. Niente vetrine e luci al neon quindi, caschi per la messa in piega e lavabi: l’appartamento è il luogo ideale per una ‘hairdressing experience‘ del tutto nuova. Parquet, mobili in legno, decor elegante e raffinato, terrazzo, luce naturale. Un ambiente intimo e accogliente e allo stesso tempo cool.

Roman Color, colorista noto per l’uso di prodotti vegani, ha scelto la formula ‘intimista’ dell’hairdressing. Aprendo un ‘club’ privato in un appartamento, il cui indirizzo è noto solo alle clienti fidate. E’ d’accordo con questa versione casalinga del salone Olivier Lebrun di OLAB, che spiega al magazine francese un ulteriore concetto. La cliente di un salone di alto livello, desidera che ci si prenda cura di lei, del suo benessere, non solo dei suoi capelli. E dunque il contatto umano, la sensazione di essere tra amici, dona un’esperienza personalizzata, in qualche modo emozionale. Che va ben oltre lo shampoo e la messa in piega.

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