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Cibi in scatola: i rischi delle confezioni

Recenti studi in Inghilterra rilanciano l’allarme sui cibi in scatola e sui rischi per la salute connessi al loro consumo

cibi in scatola
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IL CONSUMO DEI CIBI IN SCATOLA

Il consumo dei cibi in scatola è diffuso in maniera trasversale nella popolazione di ogni età, genere e classe sociale. Questo tipo di alimenti rappresenta una valida alternativa al prodotto fresco, comoda e spesso pronta al consumo. Dai legumi alle conserve, dalla frutta ai preparati pronti da cuocere, dalle bevande alla carne e il pesce. In scatola si può acquistare praticamente di tutto. Spesso anche a buon mercato.

I RISCHI CONNESSI AL CONSUMO DI CIBO IN SCATOLA

Recenti studi e ricerche condotte in Inghilterra hanno tuttavia riacceso i riflettori sui rischi connessi al consumo di questo tipo di alimenti. Il problema non è tanto legato alla possibile scarsa qualità dei cibi inscatolati o alla loro conservazione. Aspetti sui quali, peraltro, è stato in più occasioni aperto un dibattito. Il rischio maggiore sarebbe infatti legato al materiale con cui viene prodotta la confezione, sia che si tratti di lattine che di contenitori in plastica. Molto spesso le sostanze chimiche utilizzate per il rivestimento della latta o per la plastica sarebbero infatti risultate molto pericolose.

IL BPA NELLE LATTINE E CONTENITORI DEI CIBI IN SCATOLA

I ricercatori del Center for Environmental Health hanno condotto uno studio su più di 250 lattine diverse provenienti da vari supermercati e negozi. Hanno concluso che il 38% di queste lattine contenenti cibo in scatola, risultavano positive alla presenza di BPA. Il risultato non stupisce poiché il Bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica che viene utilizzata per bottiglie e recipienti alimentari rigidi riutilizzabili. I cosiddetti prodotti chimici interferenti endocrini si trovano, infatti, in migliaia di prodotti quotidiani. Dai contenitori di alimenti in plastica e metallo, ai detergenti, ai ritardanti di fiamma, ai giocattoli e ai cosmetici. Tuttavia alcuni studi hanno evidenziato che tali sostanze, se assorbite dall’organismo, possono causare disturbi neurologici e comportamentali, inclusi l’autismo e l’ADHD. Secondo alcuni specialisti influenzerebbero anche il QI. E i loro effetti ormonali arriverebbero a causare il cancro, il diabete, l’infertilità maschile e l’endometriosi.

TIRIAMO LE SOMME SUI RISCHI DEI CIBI IN SCATOLA

Nell’UE e negli Stati Uniti, è vietato l’uso di BPA in bottiglie per bambini perché la sostanza chimica tende ad essere rilasciata con il surriscaldamento della plastica. E i neonati non hanno la capacità di espellerla dal loro piccolo organismo. D’altra parte, la Food Standards Agency e l’Organizzazione europea per la sicurezza alimentare hanno affermato che la sostanza chimica in sé non è dannosa. Insomma, tra allarmisti e rassicuratori, l’opinione su queste sostanze è nettamente contrastante. Il problema più grande, però, resta quello dell’impossibilità di sapere se, in determinati cibi in scatola, sia presente o meno. A differenza degli alimenti, infatti, non è obbligatorio scrivere nell’etichetta la composizione del contenitore.

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