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Sale rosa dell’Himalaya: faccia a faccia con l’alimento

Componenti fondamentali e differenze rispetto al sale tradizionale

Sale rosa dell'Himalaya
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Sale rosa dell’Himalaya, lo vediamo sugli scaffali con la sua estetica colorata, differente, atipica. Con il suo profilo rosa, il prodotto ci incuriosisce da subito. In mente infatti c’è il classico sale bianco e tradizionale. Quali sono dunque le proprietà del sale rosa? In cosa si differenzia da quello di tipo tradizionale? Vediamolo insieme.

Sale rosa: da dove proviene?

Il sale rosa dell’Himalaya nonostante il nome viene estratto nella miniera di sale di Khewra, la seconda miniera di sale più grande al mondo. La miniera è ubicata a circa 300 km dall’Himalaya. Il sale rosa non proviene quindi dal mare e dalla saline, dove vien raffinato in diversi passaggi.

Viene venduto come sale da cucina perché nella sua composizione predomina il cloruro di sodio, presente per circa il 95-98% del totale. L’elemento che invece risulta scarso in confronto al comune sale da cucina è lo iodio. Secondo il magazine Fatto alimentare, che ha consultato Antonella Olivieri, responsabile dell’Osservatorio Nazionale della Iodoprofilassi in Italia-Osnami dell’Istituto Superiore di Sanità «Carenze di iodio in queste fasi possono aumentare il rischio di aborto e portare a deficit cognitivi e intellettivi nei bambini». «Il sale arricchito con iodio è un alimento e non un farmaco, aggiunge iodio alla dieta, ne integra la carenza e può essere utilizzato da tutti», specifica Olivieri sul giornale.

Per lo stesso motivo il sale rosa non è stato commercializzato in India come sale da cucina. Il fatto è dovuto alla campagna di contrasto ai bassi livelli di iodio nella popolazione indiana.

Altra differenza riguarda il prezzo. In media decisamente più alto di quello del comune sodio.

Forse più che farne un discorso puramente nutrizionale, sarebbe più corretto ricostruire il discorso estetico. Il sale rosa infatti ha un effetto scenografico sui piatti degno di nota. Pensate a un piatto come il pesce al sale che con l’utilizzo dell’alimento diventa improvvisamente una preparazione colorata da servire con divertimento. Così siamo di fronte ad un uso disciplinato dell’alimento, che non intacca quindi il discorso nutrizionale, sul quale, ricordiamo, il sale rosa non sembra vincere contro quello puramente tradizionale. Se non per motivi di estro culinario.

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