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Allenamento intenso: perché è una passione da ricchi?

Il workout ossessivo impazza tra i più benestanti: è solo una questione economica?

Allenamento intenso
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Allenamento intenso, tutti i giorni della settimana o poco meno. Una passione che non è ugualmente distribuita tra tutti i ceti economici e sociali. Basta infatti prendere in mano Instagram e scorrerlo per un po’ per capire come l’allenamento eccessivo in palestra sia soprattutto appannaggio di star e persone benestanti.

Sono proprio loro che sfoggiano fisici muscolosi e tonici, sicuramente frutto di un duro allenamento con i pesi. Oggi sono in molti a chiedersi il perché di questa ossessione. Non è solo un fatto di risorse economiche. E i ricchi non si dedicano di più alla palestra perché essa ha un costo non facilmente sostenibile da persone meno benestanti. E questo pur se secondo uno studio il salario di un atleta del Thriathlon sarebbe di circa 126 sterline annue. Le ragioni sarebbero anche psicologiche. A fare chiarezza un articolo del Daily Mail che individua almeno tre valide ragioni per le quali le persone di successo o ricche, anche se le due parole non sono sinonimi, amerebbero così tanto la palestra.

Allenamento intenso in palestra: perché è una passione da ricchi?

Michael Sachs, psicologo dello sport alla Temple University ha sottolineato come le persone con la passione per gli sport intensi e le persone che guadagnano bene abbiano alcune caratteristiche in comune. A tenerle insieme sarebbe proprio la capacità di mantenere alta la motivazione. In ogni situazione e nonostante la fatica. Ancora, una delle motivazioni è la considerazione che hanno le persone ricche della propria chiave di felicità. Per le persone benestanti essa è differente dalla maggior parte delle persone. A concluderlo è uno studio del 1985 chiamato Happiness Of The Very Wealthy di Ed Diener, Jeff Horwitz, e Robert A. Emmons. Secondo la ricerca quasi tutti gli americano credono che l’amore sia la cosa più importante nella vita. Nonostante ciò le persone benestanti tendono a glorificare il ‘potenziale personale e la sua realizzazione’ come chiave vera del successo. Quindi sarebbero più focalizzati sull’individualismo. La terza ragione riguarderebbe la gestione dei problemi personali. Secondo l’Università di Cardiff concentrarsi sul ‘dolore’ dello sport significa distrarsi dalle proprie preoccupazioni personali. E su questo ultimo punto non possiamo che essere d’accordo. Anche i ricchi si sa, piangono.

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