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Biofilm: il pericolo è negli scarichi domestici

Tubature di bagni e cucine nascondono particolari batteri (anche mortali). Ecco cosa fare

scarico intasato biofilm
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Scarichi otturati o lenti: è possibile che l’intasamento abbia generato biofilm nelle tubature. Cosa sono i biofilm? “Sottile pellicola di microrganismi adesa a un supporto solido inerte immerso in un mezzo liquido di crescita”. Questa la definizione dall’Enciclopedia Treccani.

Pericolo biofilm

Capelli, sapone e pelle morta. Ma anche residui di cibo come carne, albumi, frutta e verdura. Tutto questo può causare blocchi di lavandini, vasche o piatti doccia. Nello specifico, questi residui vanno a depositarsi nella curva a a U delle tubature. Qui creano il loro habitat trasformandosi in microorganismi batterici.

All’interno del biofilm i batteri crescono lentamente, formando micro colonie. Le cellule di questo microrganismo si possono staccare generando a loro volta “nuove vite”. E nuove colonie. Abbastanza inorriditi? Ecco: pensate a questi “esseri” depositati nei tubi del lavandino, del bidet. O della vasca da bagno. Ragionate sul fatto che sono in grado di “camminare”. E di fuoriuscire dalle tubature. È qui che arriva il pericolo. Perché i biofilm possono anche essere mortali per chi ha un sistema immunitario compromesso.

I rischi

Lavare regolarmente capelli e corpo consente un accumulo di Fusarium solani, che può portare a danni permanenti alla vista. Mentre le infezioni del tratto urinario possono essere dovuti all’Enterobacter. Quest’ultimo vive nelle cloache. Nei wc. E nei bidet.

Il dato preoccupante è che questi batteri possono essere diffusi anche attraverso semplici “schizzi” d’acqua. L’Università dell’East Anglia ha condotto uno studio sulla presenza di ospiti sgraditi nei nostri scarichi.

“Lavandini e scarichi sono serbatoi inquinati da microbi. Molti di questi sono patogeni e presentano vere e proprie minacce alla salute”. Tutti gli ambienti umidi e caldi sono saturi di batteri. I ricercatori hanno notato che l’Escherichia coli e Salmonella sono i più diffusi nelle case. Figurarsi negli ospedali o negli alberghi. L’argomento farebbe venir voglia di non uscire di casa. E di ridisegnare l’impianto di tubature domestico.

Cosa fare

Una volta formati, i biofilm sono difficili da debellare. Diventano immuni agli agenti di pulizia. La prevenzione è la miglior cura. Pulizia, rimozione di residui, prodotti ecologici efficaci devono essere abitudini quotidiane.

‘Servizi Idraulici’ consiglia di non scaricare residui di cucina nel lavello. È buona norma raccogliere eventuali avanzi solidi di cibo. Attenzione ai tappi di dentifricio: sono i primi a infilarsi negli scarichi.

Limitare l’utilizzo dei detersivi in polvere. Fanno fatica a sciogliersi e spesso formano degli accumuli: quando si seccano diventano veri e propri tappi. Moderare le quantità di carta igienica. E ovviamente evitare che il wc sia un cestino per filtri di sigarette, bastoncini per le orecchie o cotone.

Attenzione ai capelli negli scarichi. Possono sembrare pochi e innocui, ma giorno dopo giorno, insieme ad altri residui, formano un’ostruzione fitta e impenetrabile. Persino agli agenti chimici.

Ecco tre semplicissimi accorgimenti per evitare intasamenti e presenza di biofilm. Installate griglie sugli scarichi del lavello, della doccia e del lavabo. Sono comunissime, economiche e facili da trovare in commercio.

Eseguite mensilmente la pulizia degli scarichi con aceto e bicarbonato. Mescolate del bicarbonato di sodio con mezza tazza di aceto e aggiungete una tazza di acqua bollente. Risulterà una schiuma del tutto simile ai prodotti chimici in commercio. Ma assolutamente ecologica.

Tenete in casa un semplice sturalavandini a ventosa. A volte può risolvere efficacemente il problema degli scarichi lenti. Ma se c’è un accumulo significativo nelle tubature, chiamate gli esperti. Affidarsi agli interventi di professionisti può essere l’unica soluzione.

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