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Digestione e sazietà: i consigli per mangiare bene

La sensazione della sazietà la si acquisisce col tempo, ecco perché è sconsigliato andare di fretta…

sazietà
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Parola d’ordine: sazietà. Lo sappiamo tutti: “siamo quel che mangiamo”. Ma a questa frase se ne aggiunge una nuova. Riferita sempre alla tavola. Ossia “tu sei come mangi”. Uno studio ha rilevato i pericoli a cui si va incontro allorché si diventa estremamente ingordi, golosi e frettolosi. Alcuni ricercatori del Giappone hanno tenuto sotto osservazione, per 5 anni, più di 1.000 uomini e donne di età media. Ne hanno monitorato la velocità e la salute alimentare. Pervenendo così ad una interessante scoperta.

Hanno rilevato, infatti, che, tra quanti mangiavano lentamente, solo il 2,3 per cento incorreva in una sindrome metabolica. Tra chi, invece, lo faceva avidamente e velocemente, erano addirittura l’11,6 per cento. Tra i diversi sintomi che caratterizzano la sindrome metabolica è bene menzionare l’ipertensione e l’innalzamento dei livelli di zuccheri, che favoriscono lo sviluppo del diabete e la possibilità di un infarto.

La ricerca è un’ulteriore conferma al fatto che uno stile di vita più rilassato può pagare a lungo termine. Ma quando e come rallentare?

Una regola, frutto della sola esperienza, e, pertanto, non supportata dalla scienza, sostiene che è bene impiegare più di 20 minuti per consumare la cena. Tale affermazione si rifà al fatto che il nostro cervello ha bisogno dello stesso tempo per percepire la sazietà. Quindi, se la cena viene consumata in tempi più celeri, si potrebbe pervenire alla fine del pasto, senza che lo stesso cervello abbia raggiunto alcuna consapevolezza.

La sazietà va compresa, perché il tempo è fondamentale

Diversi sono i sintomi che ne conseguono. Gonfiore, potenziale dolore durante la digestione di cibo e flatulenza sono i sintomi fisiologici che Rhiannon Lambert, nutrizionista di Harley Street, ha accusato. Ma la domanda si ripresenta. Come sappiamo che quel modo di mangiare apporta tale sofferenza?

Lambert afferma che si può comprendere meglio, solo mangiando consapevolmente. E’ indispensabile usare, durante l’atto del mangiare, la stessa consapevolezza, addirittura, che si userebbe durante una sessione di meditazione. E neanche con il proprio telefono si deve giocherellare durante il pasto, proprio, come non si suole fare durante una sessione di yoga. È sicuramente una distrazione da evitare anche in questa occasione.

Si cerca qualche consiglio per una necessaria concentrazione mentale durante il pasto? Ecco Lambert ne propone alcuni. Masticare di più, posando dopo ogni boccone coltello e forchetta. E sorseggiare acqua per poter interrompere il processo.

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