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Donne CEO, i vantaggi di averle al comando

Sono poche, eppure fanno guadagnare le aziende, sia in termini di crescita che di produttività

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Le donne CEO portano vantaggi alle aziende. E’ un dato che non giunge nuovo. Ma viene confermato man mano che le donne con ruoli di rilievo nelle imprese aumentano. Ci sono riscontri nei numeri delle realtà aziendali, sia in termini di crescita che di produttività. Ricerche scientifiche che osservano i comportamenti delle donne al comando. Ci sono inoltre le riflessioni degli esperti di lavoro, come la master coach Marina Osnaghi, che ce ne spiega alcuni aspetti. Le donne stanno pian piano conquistando molti dei posti di comando tradizionalmente maschili. Si è passati da 21 donne CEO nel 2016 all’interno della lista Fortune 500, alle 32 del 2017. La percentuale più alta mai raggiunta nei 63 anni in cui la lista è stata stilata.

Donne CEO per il bene dell’azienda

I benefici delle donne al timone si manifestano innanzitutto a livello economico. Analizza il Wall Street Journal  come tra i leader delle aziende presenti nell’indice S&P500 rimasti in carica per un anno, gli uomini abbiano incassato in media 11,6 milioni di dollari. Mentre le manager ne hanno guadagnati circa 13,8.

Secondo uno studio riportato da Science Magazine, il cervello femminile è predisposto ad ottenere migliori performance cognitive. A conferma del parere della master coach, il Telegraph ha pubblicato uno studio dal quale è emerso che, messi sotto pressione, uomini e donne prendono decisioni in modi opposti. La ricerca ha simulato il gioco d’azzardo, scoprendo che sotto stress le donne hanno preso decisioni più intelligenti. Risultati ribaditi anche da uno studio olandese, che ha sottolineato la capacità delle donne di prendere le migliori decisioni sotto stress.

Non solo scienza

Ma per l’esperta di coaching, le ragioni del successo si ritrovano anche in caratteristiche peculiari, quasi sociologiche: “Le donne con cui lavoro mi raccontano della cultura fortemente maschilista con cui si trovano ad avere a che fare e che devono gestire nell’organizzazione” spiega Marina Osnaghi.“… Oltre ad avere competenze tecniche eccezionali, la passione della loro missione. E la capacità di non mettersi mai nel ruolo della vittima o del ‘sesso debole’… Si sentono ‘uguali e diverse’, nella loro unicità, più che nella discussione dei sessi. Hanno la capacità di donarsi incondizionatamente al proprio obiettivo ed alla cura del sistema… Una donna al governo di una azienda porta la bandiera della crescita e dello sviluppo degli esseri umani”.

Una donna al comando funziona

Ancora, riporta il Time, le donne CEO sono molto più abili a motivare i propri collaboratori. Gli impiegati diretti da una donna sono coinvolti nel 33% nei processi produttivi. Contro il 25% nel caso di un manager.

Conclude Marina Osnaghi “Quando si parla di leadership si parla anche di capacità comunicativa. Le donne in genere hanno, per comprovata base scientifica, l’attitudine verso una capacità comunicativa di gran lunga più potente di quella di un uomo”. Per quanto riguarda la produttività, il Global Gender Gap Report 2016 sottolinea che le donne lavorano circa 39 giorni in più all’anno rispetto ai colleghi uomini. Nonostante vengano pagate di meno. Per concludere, l’edizione 2017 del report ha calcolato che, se le donne fossero al centro del processo produttivo, il PIL mondiale potrebbe crescere di ben 5,3 miliardi di dollari.

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