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Viaggi di primavera tra i fiori, dove andare

A spasso con i fiori tra mercati, orti botanici e parchi da Amsterdam ai Giardini d’Oriente

Royal Botanic Kew Gardens per viaggi di primavera
© Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens

Con la rinascita della natura che invita a partire si programmano bellissimi viaggi di primavera tra i fiori. Vale la pena decidere di andare in quelle località note proprio per i colori, i profumi e le piante che fioriscono. Ecco perché eDreams, agenzia viaggio leader in Europa, propone alcune mete per trascorrere qualche giorno immersi nell’incanto di fior

Dove andare per i viaggi di primavera

Amsterdam, il mercato galleggiante dei fiori
Incastonato lungo uno dei suoi canali principali, si trova il Bloemenmarkt, il mercato galleggiante dei fiori di Amsterdam. E’unico nel suo genere in tutta Europa. La sua nascita risale al 1862, quando i commercianti di fiori, per trasportare dalla periferia al centro città la merce, utilizzavano le chiatte che attraccavano lungo i canali trasformandole in banchi. Ancora oggi i fiori vengono esposti su barconi galleggianti dove creano suggestivi riflessi colorati sull’acqua del fiume. Ogni chiatta ospita una serra, una versione ridotta di quelle presenti in tutta la campagna olandese. Al Bloemenmarkt è possibile trovare ogni specie di tulipano e ogni genere di rarità floreale. Fino ai fiori secchi, fiori di legno, bonsai, e molto altro ancora.

Breslavia, il giardino giapponese
Breslavia è una città che si sviluppa su 12 isole all’interno dell’alveo dell’Oder, collegate tra loro da un centinaio di ponti. Scoperta recentemente dal turismo, offre moltissime attrattive. Soprattutto con la bella stagione quando si può ammirare in tutto il suo splendore il polmone verde della città: il Parco Szczytnicki. Realizzato nella seconda metà del XVIII secolo, è ancora oggi uno dei parchi più antichi in Europa. Nei suoi 100 ettari si raccolgono specie di piante provenienti da tutto il mondo. Imperdibile è sicuramente il giardino giapponese, sunto perfetto dell’arte e dello stile nipponico in materia di giardini. In un tripudio di ponticelli, canali interni, cascate e lanterne in pietra, ospita tutt’oggi specie arboree originarie dell’Asia e del Giappone.

Viaggi di primavera tra Europa e Marocco

Londra, i Royal Botanic Kew Gardens
Londra è la città dei parchi. Tra questi il Royal Botanic Kew Gardens è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2003. Si tratta di un complesso di serre e giardini botanici tra i più affascinanti della città. La quantità di specie arboree custodite nelle sue serre è impressionante. Da non perdere la pagoda cinese, nell’angolo sud-est dei giardini. E due tra le sue serre più belle: Princess of Wales Conservatory, dedicata alla fondatrice e inaugurata dalla Principessa Diana e la Palm House, una struttura in acciaio e vetro dalle linee vittoriane che ospita varietà di piante tropicali.

Dai Patrimoni Unesco alle ispirazioni degli stilisti

Berlino, l’orto botanico
Il prodigioso giardino botanico è uno dei fiori all’occhiello di Berlino. Con i suoi 43 ettari e le sue 22.000 specie di piante, vanta di essere uno dei giardini botanici più importanti al mondo. Al suo interno ospita la serra più grande al mondo, la “Großes Tropenhaus”, Oltre ad ogni sorta di specie arborea. Tra cui esemplari di bambù gigante, orchidee, piante carnivore, cactus e ninfee. Nel Museo Botanico, unico nel suo genere in Europa, è custodita una collezione di corredi botanici funerari.

Marrakech, le Jardin Majorelle
Le Jardin Majorelle di Marrakech è uno dei luoghi più suggestivi del Mediterraneo. A metà tra un quadro impressionista e un’oasi di pace, riunisce il meglio dell’arte moresca e dell’art decò. Che sono fuse insieme secondo le leggi del corano. La cinta del giardino e le pareti della villa costruita all’interno vennero colorate di un particolare blu, che prese poi il nome di “blue majorelle”. Il giardino botanico fu disegnato per essere attraversato da rivoli d’acqua fresca, vialetti ombreggiati e laghetti dove tutt’oggi sbocciano i fiori di loto. Aperto al pubblico nel 1947, il giardino cadde in disuso fino al 1980, quando Yves Saint Laurent decise di acquistare l’intero complesso.

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