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Gli alimenti biologici potrebbero ridurre il rischio di cancro

Chi consuma cibi bio, secondo i ricercatori della Sorbona, avrebbe minori probabilità di sviluppare alcuni tipi di tumore

alimenti biologici
Courtesy of©seb_ra/iStock

Mangiare sano aiuta a vivere in salute, è un dato di fatto. Sono tante le persone che optano per alimenti biologici pensando di fare una scelta saggia. Non hanno tutti i torti. Sebbene in questi prodotti ci sia una minore probabilità di contenere pesticidi rispetto ai cibi convenzionali, sono poche le ricerche che hanno esaminato l’associazione fra il loro consumo e il rischio di cancro.

Alimenti biologici: mangiare sano per vivere in salute

Interessante, a tale proposito, lo studio condotto da Julia Baudry del Centro di ricerca in Epidemiologia e Statistica della Sorbona. Come si legge sul Daily Mail, i ricercatori hanno dimostrato che mangiare bio potrebbe ridurre le probabilità di sviluppare alcuni tipi di cancro.

I nostri risultati indicano che un maggiore consumo di alimenti biologici è associato a una riduzione del rischio di cancro globale. Abbiamo osservato rischi ridotti per specifiche tipologie di cancro tra gli individui che prediligono questo tipo di prodotti” – ha precisato l’esperta.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato le informazioni contenute nello studio NutriNet-Santé a cui hanno partecipato 68.946 volontari. Sono stati monitorati dal 2009 al 2016. Il campione era composto per il 78% da donne. Tutte con un’età media di circa 44 anni. E’ stato chiesto loro di annotare le loro abitudini alimentari. Compreso il consumo di prodotti bio. Il tutto tenendo in considerazione età, sesso, stile di vita, dieta e livello di istruzione. Di essi 1.340 hanno sviluppato il cancro. Sono stati riscontrati 459 casi di tumori al seno, 180 alla prostata, 135 alla pelle e 99 al colon-retto. Così come 47 linfomi non-Hodgkin e altri 15 linfomi.

Cosa è emerso? “I nostri risultati hanno rivelato un’associazione inversa tra alti livelli di consumo di alimenti biologici e il carcinoma mammario in postmenopausa, linfoma non Hodgkin e tutti i linfomi. Nessuna associazione è stata osservata con altri tipi di cancro”.

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Le conclusioni

La Dott.ssa Baudry ha però precisato che i risultati, sebbene promettenti, devono essere confermati. La ricerca, infatti, si è svolta per un periodo di  tempo molto limitato (quattro anni è mezzo). Inoltre ha evidenziato che i soggetti in questione erano prevalentemente di sesso femminile, ben istruiti e molto attenti alla salute.

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