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A Torino in mostra tutti gli ISMI di Armando Testa

I Musei Reali approfondiscono gli universi visivi, i temi ricorrenti e le maggiori utopie del più celebre pubblicitario italiano del secolo scorso

Armando Testa
Ufficio Stampa Beni Culturali

È dedicata ad Armando Testa, geniale interprete della propria epoca e anticipatore di istanze contemporanee. Si tratta della mostra Tutti gli ‘ISMI’ Di Armando Testa che sarà visitabile ai Musei Reali fino al 24 febbraio 2019. A distanza di 17 anni dall’ultima mostra nella sua città natale la rassegna approfondisce i suoi universi visivi, i suoi temi ricorrenti e le sue maggiori utopie, In mostra tutti i soggetti pubblicitari entrati a far parte dell’immaginario collettivo di diverse generazioni. E’ il caso del celebre Punt e Mes. Infatti, da icona pubblicitaria, l’etichetta del celebre vermut, è tornata nel 2015 alle sue origini per diventare opera d’arte nel cuore di Torino a Porta Susa.

Armando Testa – Punt e Mes – Gotto, 1952

L’origine degli ‘ISMI’ di Armando Testa

Curata da Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello la rassegna si concentra sulle narrazioni, sui riferimenti visivi. Ma sopratutto pone l’accento sulla capacità di Testa di costruire mondi. Grazie a estratti di celebri interviste e filmati di repertorio, il percorso è segnato dagli aneddoti dello stesso artista. È il caso di una videointervista nella quale dichiara che, dopo aver perso un cliente a causa di una proposta troppo azzardata, in agenzia si disse: «Il Testa qualche volta ha delle cose azzeccate negli “ismi”, chiamiamoli “ismi” tutti i modernismi. Qualche volta però sarà bene guardare di più il marketing!». E sono proprio gli “ismi” il perno sul quale ruota la mostra. Futurismo, Astrattismo e Surrealismo sono, invece, le fonti alle quali Testa attinge per una costante ricerca della comprensione della vita moderna. Lampanti i riferimenti al Bauhaus o gli omaggi a Mondrian e Malevič.

Armando Testa – Pippo, 1966-1967

Il percorso espositivo

In mostra nelle sale Chiablese i personaggi dei mondi di Testa. Si comincia dall“uomo moderno” che campeggia negli allegri manifesti della Facis. Si prosegue con il logo senza tempo del vermut Carpano Punt e Mes. Si passa poi per l’ippopotamo Pippo protagonista delle réclame della Lines. Punto d’arrivo sono i divertenti caroselli abitati da Carmencita e Caballero per il caffè Paulista di Lavazza. Non mancano gli sferici extraterrestri del pianeta Papalla per Philco. E ancora l’elefante Pirelli, il rinoceronte Esso, i caroselli in bianco e nero e le pubblicità più recenti. Lungo il percorso espositivo è possibile ravvisare i tratti distintivi della comunicazione e dell’arte contemporanea degli ultimi decenni.

Armando Testa – Ritratto con matita, 1980

Da non perdere

Nell’esposizione torinese è presente un nucleo di opere che illustra la produzione artistica di Armando Testa, soffermandosi con particolare attenzione sulle passioni iconografiche ripetute e reinterpretate durante la sua lunga carriera. L’allestimento, che include manifesti del primo periodo fortemente pittorici, quadri, fotografie, serigrafie e sculture, approfondisce i topoi ricorrenti, come quello degli animali o quello delle dita. Ricco anche il gruppo di materiali ispirati al cibo, tema a cui l’artista si dedicò fin dalla fine degli anni Sessanta, precorrendo ancora una volta i tempi.

Armando Testa – Cane Randagio, 1972
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