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Gran Ballo della Venaria Reale, quando il sogno è già realtà

Una incredibile “fiaba” per trenta coppie di giovanissimi che, tra danze e sorrisi, fanno il loro debutto ufficiale in società…

Gran Ballo della Venaria Reale
Gran Ballo della Venaria Reale

L’atmosfera, quella del Gran Ballo della Venaria Reale, era quella della fiaba più bella. Un viaggio nel passato, un rimando alla Belle Époque dove, tra musica, bellezza e stile, i sogni si avveravano tra le dolci note di un walzer di gattopardiana memoria e le corde di un violino perfettamente tese.

Tese, un po’, come lo erano le trenta debuttanti, provenienti da tutta Italia (e oltre), dell’evento glamour che si è svolto sabato scorso nella splendida Reggia Sabauda di Torino, parte del sito seriale UNESCO. “Ho dormito tre ore. Temevo di sbagliare e di non fare una bella figura. Ci siamo divertite tantissimo e abbiamo fatto un bel gruppo”, mi racconta Martina di Rivoli, Torino. Con lei il suo cavaliere, uno degli Aspiranti Guardiamarina dell’Accademia Navale di Livorno. Emozionati ed emozionanti. I due, dopo essersi preparati per giorni, hanno ballato sotto gli occhi di tutti. E se la sono cavata egregiamente.

Un momento del ballo
Un momento del ballo

Ma hanno brillato allo stesso modo anche le altre 29 coppie. A cullare il loro piccolo grande sogno, quello di tutti, ormai divenuto realtà, le raffinate note dell’Orchestra Giovanile di Vicenza. Nonché le coreografie della maestra Ida Pezzotti. Tra l’emozione dei presenti e gli incredibili dettagli architettonici della splendida Galleria Grande.

Gran Ballo della Venaria Reale, attenzione anche per il sociale e per il charity

Una serata onirica sì, poggiata su bellezza e classe, ma sempre ben ancorata alla realtà. “Da piccola sognavo questo momento, un po’ come tutte, ma crescendo ho scoperto che non è solo un balletto, ma una manifestazione con dei valori ben più profondi”, precisa Chiara di Nissoria, Enna. Come sottolinea anche Giorgia di Saronno: “una serata unica nel suo genere”. Beneficiario della raccolta fondi dell’evento, condotto da Natasha Stefanenko e Luca Sabbioni, è stato il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, da anni impegnato in prima linea nelle grandi e drammatiche emergenze naturali del nostro Paese.

Natasha Stefanenko e Luca Sabbioni
Natasha Stefanenko e Luca Sabbioni

L’attenzione, per questa 24esima edizione di “Vienna sul Lago”, non è solo per la beneficenza, ma anche rivolta al sociale. Le trenta “Deb”, infatti, oltre a indossare le splendide creazioni, eleganti e soavi, del grande stilista Carlo Pignatelli, hanno indossato anche quelle scarpette rosse del progetto “Zapatos Rojos”, lanciato per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juárez. Lì  dove è nato il termine “femminicidio”. “E’ un messaggio di forza, perché noi possiamo fare tutto quello che vogliamo, senza lasciarci intimorire da nulla”, spiega Greta di Torino. E lo stilista, ospite della serata, ribadisce la forza di questo momento: “Mi auguro che altri miei colleghi supportino e sensibilizzino progetti sociali così importanti in quanto possono rappresentare un veicolo davvero molto potente ed efficace”.

Una giovane debuttante vestita di Carlo Pignatelli con le scarpette rosse
Una giovane debuttante vestita di Carlo Pignatelli con le scarpette rosse

Un omaggio speciale a Pignatelli

Inoltre, in questa edizione del Gran Ballo della Venaria Reale, il Comitato Organizzatore ha voluto tributare un omaggio al Gen. Delio Costanzo, uno dei fondatori della storica manifestazione, intitolandogli un premio che renda onore a chi, attraverso il proprio operato, ha reso un importante servizio al Paese. Per la prima edizione sono stati premiati lo stilista Pignatelli, il Tenente Colonnello Marco Iannuzzi e la giornalista di Radio Rai Uno Maria Teresa Lamberti.

 

Carlo Pignatelli premiato al Gran Ballo della Venaria Reale
Carlo Pignatelli premiato al Gran Ballo della Venaria Reale

A mezzanotte, infine, il tempo degli ultimi balli e di un brindisi finale. Poi il sogno si conclude. Le “Deb” sprizzano gioia. Pronte, magari, per tornare, più cariche di prima, nella realtà. Affinché questa sia bella come un sogno appena avverato.

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