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Alla scoperta del ramolaccio nero

Una radice poco nota ma dalle preziose proprietà benefiche

ramolaccio nero
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Non è una verdura molto nota, e in Italia la sua coltivazione è poco estesa. Ma il ramolaccio nero, una radice ‘parente’ strettissima dei ravanelli, è un ortaggio prezioso e benefico, che sarebbe bene integrare nella propria dieta. Conosciamolo meglio.

Ramolaccio nero, perché fa bene

Innanzitutto, il ramolaccio nero (Raphanus sativus var. niger) appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, come il ravanello, al quale assomiglia nella forma, e i cavoli. La grossa radice tonda e nera è bianca all’interno, e può arrivare a pesare anche 100 grammi. Sono commestibili sia la radice che le foglie. Il sapore ha la piccantezza caratteristica del ravanello o del rafano, e ricorda le rape. Consumarlo come contorno (a crudo nelle insalate, lessato, saltato in padella) è un modo per assumere un ortaggio ricco di acqua, quindi ipocalorico, e fibre. Facilita quindi il transito intestinale, e inoltre ha proprietà carminative, astringenti e antibiotiche.

Secondo uno studio recente, il ramolaccio nero apporta benefici in particolare al fegato. È infatti alto il suo potere disintossicante, anche se assunto attraverso supplementi. Vero detox naturale, è consigliato per depurare il fegato, specialmente sotto forma di succo, ed è inoltre capace di alleviare disturbi del sistema urinario. Agisce anche come leggero lenitivo contro il mal di stomaco. Non ultimo, possiede antociani e acido folico, si rivela quindi un ottimo alimento anti-age.

Infine, con il ramolaccio si può realizzare una sorta di sciroppo utile contro la tosse e l’influenza. Occorre scavare la polpa dell’ortaggio e riempirlo con dello zucchero, conservarlo in frigorifero coperto e dopo 8 ore bere i succhi che sono stati estratti.

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