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Shopping ecologico in epoca di saldi

I consigli per fare acquisti sostenibili durante i saldi invernali

shopping eco
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I saldi invernali rappresentano un momento in cui la spesa pazza è dietro l’angolo. Ma c’è anche chi, saggiamente, li aspetta per comprare i capi necessari, quelli che rimarranno nel guardaroba a lungo termine. In ogni caso, sottolinea l’associazione Road to Green 2020, ciò che non è assolutamente in vendita è il Pianeta. Anche durante i saldi fare shopping eco, prestando attenzione ai materiali e alla provenienza di ciò che si acquista, è una pratica che non bisognerebbe sottovalutare. “L’inquinamento dell’industria del fashion è secondo solo al petrolio, con una produzione di gas serra maggiore rispetto a quella prodotta da tutti gli spostamenti navali e aerei del mondo” afferma Barbara Molinario, Presidente di Road to Green 2020. “Per questo tutti noi dovremmo prediligere quei produttori che realizzano le proprie creazioni senza impattare troppo sull’ambiente”.

Dunque come scegliere capi utili, di tendenza e anche rispettosi dell’ambiente? I consigli di Road to Green 2020.

Shopping eco e saldi sostenibili

Per orientare le scelte è bene imparare a leggere le etichette degli abiti” prosegue Molinario. “Queste indicano non solo il tipo di fibre utilizzate e la percentuale di ognuna, ma anche se il capo ha ottenuto delle certificazioni”. Parliamo ad esempio di garanzie sull’origine dei filati, sull’utilizzo di tinture biocompatibili. Oppure certificazioni FairTrade, che riguardano la provenienza dal mercato equo e solidale.

Facciamo dunque attenzione alle sostanze impiegate per tingere i tessuti. Alcune possono essere davvero tossiche per l’ambiente. Anche i tessuti sintetici possono rappresentare una minaccia per l’ecosistema. Queste fibre sono spesso derivate dal petrolio, la loro lavorazione produce gas nocivi e il prodotto finale è qualcosa di non naturale e non biodegradabile. Meglio optare per fibre naturali, magari che provengano da coltivazioni biologiche, con minore impatto sull’ambiente. Oggi, inoltre, è possibile trovare in commercio tessuti naturali ottenuti dalla lavorazione di materiali organici di scarto, completamente biocompatibili.

Da alcuni anni la moda fast & cheap impera, e ha portato sul mercato la possibilità di acquistare tantissimi abiti ed accessori a costi irrisori. Ma si tratta di capi che durano pochissimo nel tempo, quasi usa e getta. La filiera produttiva è dunque spesso l’antitesi dell’equo e solidale: deve essere veloce, massiva, a bassissimo costo. A rimetterci è spesso non solo l’ambiente, ma anche i lavoratori. Per fortuna molti giganti della moda low cost si stanno adeguando e stanno nascendo sempre più linee eco e iniziative di sostegno ai lavoratori. Tuttavia secondo Road to Green 2020 è meglio orientarsi verso prodotti equo e solidali.

Infine, oltre allo shopping eco pensiamo anche allo smaltimento corretto dei vecchi abiti. Innanzitutto, si può approfittare dei programmi lanciati da molti grandi marchi della moda che, in cambio dei vecchi capi, donano dei buoni shopping. In alternativa, si possono gettare gli abiti negli appositi punti di raccolta o regalarli a chi ne ha bisogno.

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Ultimo aggiornamento il 13 Marzo 2019 15:42
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