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In Itinere, ad Arezzo una mostra sull’idea del viaggio

In Itinere affronta il tema del viaggio come metafora della vita. In mostra opere di Nejrotti, Repetti Mogol e Gusmaroli

Ufficio stampa Sonia Corsi

Riunisce alcuni dei più interessanti artisti contemporanei italiani sull’idea del viaggio. È la mostra In Itinere, una minicollettiva curata da Liletta Fornasari e realizzata in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo. Fino al 20 maggio 2012 la Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Arezzo mette in scena le opere di Riccardo Gusmaroli, Barbara Nejrotti ed Alfredo Rapetti Mogol. Attraverso il linguaggio concettuale della pittura e della scultura, la mostra racconta “l’andare”, “lo spostarsi” e di conseguenza affronta i temi del movimento inteso come trasformazione, crescita individuale e progressione spirituale.

In Itinere: la mostra

Le opere del percorso espositivo offrono una lettura del viaggio come metafora della vita, come atto evolutivo, come mistero. Ma non solo. Anche come tradizione, come indagine nel proprio io, oltre che come immersione nella parola. Barbara Nejrotti racconta le sue storie di viaggio con una personale tecnica che sostituisce il pennello con l’ago. Le sue opere si confrontano i celebri «alfabeti» di Alfredo Rapetti Mogol, artista capace di fondere pittura e scultura. Il tutto avviene attraverso una tecnica singolare che unisce materiali diversi a partire dalla parola scritta. Il “viaggio”, l’eterna “migrazione”, sono infine i temi della ricerca artistica di Riccardo Gusmaroli. L’artista si incentra sulla proiezione visiva e materica del viaggio dell’uomo, interpretandolo come condizione del vivere.

in itinere
Ezio Gribaudo, opera in mostra

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A coronamento della mostra in esposizione alcuni quaderni di viaggio di Ezio Gribaudo. L’ artista grazie ad un tratto elegante e un uso straordinario del colore, riesce a comunicare meraviglia, suggestione e desiderio di conoscenza. Le sue vedute, tra disegni, acquarelli, pastelli sono colte come avrebbe fatto un vero grand tourist di fine Settecento. Si tratta di vere e proprie “pagine” d’arte che raccontano e suscitano metamorfosi interiori. Ad accompagnare l’esposizione il catalogo curato da Liletta Fornasari e Paola Gribaudo edito da “Gli Ori”.

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