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Generazione Y, il sesso non è una priorità

Coloro che sono nati intorno agli anni ’80 hanno una vita sessuale meno attiva rispetto alle precedenti generazioni: parola agli esperti

recessione sessuale
Courtesy of©Deagreez/iStock

Oggigiorno si parla spesso di Generazione Y. Cosa sappiamo di loro? A quanto pare i trentenni di oggi sembrano essere più interessati alla vita virtuale rispetto a quella reale. Il loro passatempo preferito? Lo smartphone. Il tutto a discapito delle relazione umane, sesso compreso. Ebbene sì, stando a quanto si legge sul magazine Madame Le Figaro, sono vittime di una sorta di recessione sessuale. A fare luce sull’argomento è stata in realtà la giornalista americana Kate Julian attraverso un servizio pubblicato lo scorso anno sul quotidiano The Atlantic.

Recessione sessuale, il caso

A quanto pare l’età del primo rapporto è in calo. Negli Stati Uniti, secondo i dati emersi da uno studio del 2014, avviene intorno ai 17,8 anni per le donne e ai 18,1 anni per gli uomini.

Nonostante gli studi della Julian si siano concentrati sugli Stati Uniti, il calo del sesso è un argomento che interessa anche altri Paesi Occidentali. Come si spiega dunque quella che molti psicologi, economisti e terapisti hanno definito una vera recessione sessuale? Le risposte (così come le cause) potrebbero essere tante. Si spazia dal crescente uso di antidepressivi e piattaforme di streaming alla disponibilità del porno online fino all’uso di sex toys. Così come al diffuso utilizzo di daiting app.

A darne conferma sono stati i dati dell’Ifop (2018) secondo il quale, nel 2017, tre donne su quattro (74%) si sono masturbate. Una percentuale superiore rispetto a quella degli anni precedenti che ammonta al 60% nel 2006, al 42% nel 1992 e al 19% nel 1970.

Tutti pazzi per i social e Netflix

Possiamo soddisfare i nostri bisogni sessuali con la masturbazione e il porno online così come trovare supporto emotivo sui social network. Infine, c’è l’effetto Netflix. Siamo coinvolti in scenari altamente avvincenti, serie create da geni, al punto che fare sesso con il proprio partner non è una priorità”- ha spiegato François Kraus, direttore degli studi dell’Ifop.

Ad essere in ballo non è solo la proprio sessualità ma anche la vita di coppia. Secondo Aurore Malet-Karas, sessuologa ed esperta in neuroscienze cognitive, le nuove generazioni sono un po’ più individualiste rispetto al passato. Avere una relazione, infatti, significa dedicare del tempo agli altri. A suo dire la cultura anglosassone soffrirebbe di una sorta di ‘capitalismo relazionale’.

Da non sottovalutare poi il contesto economico: “Sotto pressione, un soggetto leggero come il sesso occupa il secondo posto. Qualunque sia la sua importanza, non è vitale per la sopravvivenza di una persona”.

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