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Febbre da fieno, conoscerla per difendersi

Come mitigare la rinite allergica dovuta alla presenza di pollini nei mesi caldi

rinite allergica
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La primavera per moltissime persone ha un risvolto negativo: la rinite allergica. Spesso chiamata ‘febbre da fieno’ l’allergia ai pollini può rendere la vita di chi ne è colpito un vero inferno. Non si tratta di vera e propria ‘febbre’, ma le sensazioni sono quelle di una fortissima influenza. Naso che cola ininterrottamente, starnuti, occhi che lacrimano e bruciano, prurito alla gola, tosse, in alcuni casi anche male alle ossa e stanchezza. La febbre da fieno può essere una tortura, ed è importante conoscerla per potersi ‘difendere’. Ecco alcuni consigli di Allergy UK, istituto nazionale britannico dedicato all’assistenza di chi soffre di allergie.

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Cos’è la rinite allergica

Innanzitutto, la rinite allergica è la reazione alla presenza di pollini nell’aria, che provengono da alberi, erbe, piante e si sprigionano tra l’inizio della primavera e l’estate. Il corpo, quando viene a contatto con queste sostanze, produce degli anticorpi per neutralizzarle, anche se in verità sarebbero innocue. Il sistema immunitario attiva quindi una serie di reazioni che servono a difenderlo. In alcuni periodi, quando i pollini a cui si è allergici vengono prodotti, i sintomi della febbre da fieno possono essere davvero severi. In casi particolarmente gravi viene intrapreso un percorso di immunoterapia, ma solo un medico specialista può consigliarlo.

Come difendersi

In generale si utilizzano gli antistaminici, medicinali capaci di controllare le reazioni del corpo alla presenza dei pollini. Non curano, ma leniscono i sintomi dando un momentaneo sollievo. A seconda della gravità della condizione, il medico prescriverà il tipo di trattamento più adatto. Si tratta infatti di farmaci che evolvono molto velocemente, e di anno in anno arrivano sul mercato nuove generazioni di antistaminici.

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Ma non è solo una questione di medicine. Ci sono delle abitudini che è bene prendere se si è soggetti allergici. Innanzitutto, se fosse possibile allontanarsi dai luoghi dove la reazione è più intensa (campagna, o parchi cittadini) sarebbe ottimo. Chi può – e oramai il lavoro da remoto spesso lo permette – dovrebbe trascorrere le settimane più critiche al mare, dove l’effetto dei pollini è decisamente più basso. Inoltre, è bene monitorare le ‘previsioni’ delle fioriture: esistono veri e propri bollettini che rilevano la concentrazione di pollini nelle varie località. Nelle giornate particolarmente critiche, è bene rimanere indoor il più possibile. Di solito sono le giornate calde e secche quelle peggiori.

Se si è usciti di casa, e quindi con ogni probabilità ci si è esposti ai pollini, è bene cambiarsi subito d’abito appena rientrati, e fare una doccia. Occorre liberarsi il più possibile dei residui che si saranno depositati su pelle, capelli, tessuti. Attenzione poi agli animali domestici: prima di rientrare dalla passeggiata con il cane, spazzolatelo accuratamente. Evitate poi di far asciugare abiti e biancheria all’aperto nei periodi in cui la rinite allergica si fa sentire.

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