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Buccia sì o no? Ecco quando sbucciare la frutta e la verdura

La buccia di frutta e verdura spesso si rivela preziosa per l’organismo. Ecco gli alimenti di cui non bisognerebbe mai togliere la buccia

Qwart-istock

Frutta e verdura sono i veri e propri pilastri di una dieta sana ed equilibrata. E soprattutto in estate, quando si cercano cibi leggeri e salutari, diventano un vero e proprio must. Ma siamo sicuri di mangiarle correttamente? Spesso si pensa che introdurre frutta e verdura nella dieta sia sufficiente a garantire all’organismo il giusto apporto di nutrienti. Ma non basta prevedere alimenti sani per essere sicuri di godere di tutte le loro proprietà. Bisogna anche trattarli nel modo giusto. Valutando, ad esempio, quando togliere la buccia dalla frutta e dalla verdura e quando, invece, è importante lasciarla. Molti frutti e molti ortaggi, infatti, custodiscono buona parte dei loro nutrienti proprio nella buccia. Ed eliminarla significherebbe, dunque, perdere molti dei loro benefici. Il Reader’s Digest ha interpellato gli esperti per conoscere quali sono i frutti e le verdure che non andrebbero mai sbucciati.

La buccia è preziosa. Teniamola da conto

Per quanto riguarda alcuni tipi di frutta è più semplice valutare se mantenere o rimuovere la buccia. Difficilmente, infatti, si tenderà a sbucciare le ciliegie, i frutti a bacca o l’uva. Ed è un bene perchè le bucce di questi frutti, oltre ad essere difficili da rimuovere, sono ricchissime di proprietà. Come quella dell’uva, ad esempio, che contiene la più elevata percentuale di antiossidanti dell’intero frutto. La scelta comincia a rivelarsi più difficile quando si consumano pere, pesche o prugne. Ed anche in questo caso il consiglio degli esperti è quello di conservare la buccia. Togliendola, infatti, si perderebbe una percentuale di antiossidanti compresa tra il 13 e il 48%. Stesso discorso per mele ed albicocche. Basti pensare che la buccia della mela è un vero e proprio concentrato di vitamine A e C e di quercetina flavonoide. Oltre ad essere ricchissima di fibre.

quando mangiare la frutta

Anche le bucce dei pomodori si rivelano preziose per l’organismo. Recenti studi ne avrebbero, infatti, individuato le proprietà antinfiammatorie. Ad alcuni potrebbe non essere gradita, ma anche la buccia del kiwi si rivela, in realtà, ricca di fibre e vitamina C. Ma anche i cetrioli andrebbero mangiati così come sono. Sbucciandoli, infatti, si perderebbe un considerevole apporto di vitamina K, preziosa per la pelle. Zucchine e melanzane non sono da meno. Le loro bucce, infatti, oltre ad essere ricchissime di fibre contengono la maggior parte dei nutrienti dell’intero ortaggio la cui polpa è costituita per oltre il 90% da acqua. Anche le bucce delle patate non andrebbero mai rimosse. Sono, infatti, ricche di ferro, potassio, fibre, vitamina C e folato.

Discorso a parte, infine, vale per gli agrumi le cui scorze andrebbero conservate. Sebbene non possano essere mangiate crude assieme al frutto, debitamente cotte  e trattate garantiscono all’organismo un elevato apporto di antiossidanti.

Non tutte le bucce fanno bene

A fronte di tantissimi frutti e verdure le cui bucce sono realmente preziose per l’organismo, ce ne sono alcuni che, invece, occorre sempre sbucciare. I frutti tropicali in primis. Ananas, papaia, mango, banana, melone e lychee sono dolci e gustosi. Ma la loro buccia è dura, difficile da masticare, poco digeribile e sgradevole al palato. Così come quella dell’avocado che, anche una volta sbucciato, garantisce all’organismo un elevato apporto di fibre, potassio, acido folico e grassi monoinsaturi. Così come occorre sempre rimuovere le bucce di aglio e cipolla. Anche se il loro odore sulle mani è difficile da mandar via.

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