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Decluttering, le app per vendere i capi di seconda mano 

Dal venditore all’acquirente in pochi clic: ecco come realizzare il perfetto annuncio e dare nuova vita all’usato

abiti usati, scarpe
Courtesy of©zoranm/iStock

La quarantena, inevitabilmente, ci ha portato a concentrare tutte le attività in casa. Per ammazzare il tempo e combattare la noia, abbiamo fatto di tutto: abbiamo sfornato pane e pizza, colorato e disegnato, fatto ginnastica, yoga e ancora ritoccato ricrescita e frangia, sistemato la manicure, curato il terrazzo e, soprattutto, ordinato l’armadio. Una e più volte. Ebbene sì, per ogni donna il proprio guardaroba è al tempo stesso croce e delizia: è un pozzo magico che contiene il proprio tesoro ma anche una sorta di ‘parcheggio’ di capi dimenticati. Il tempo è complice e, per chi non lo avesse già fatto, è giunto il momento di dedicarsi al famoso decluttering, l’arte di liberarsi del superfluo.

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abiti usati, armadio

Niente sentimentalismo, se qualcosa è rimasto in fondo all’armadio per chissà quanto tempo un motivo ci sarà: è ora di prepararsi a un addio a cuor leggero. Lasciare andare ciò che non si utilizza è un gesto liberatorio. Fare ordine premia, soprattutto il proprio portafogli. Esiste infatti un modo per unire l’utile al dilettevole: vendere gli abiti usati, una pratica eco-friendly che promuove il riciclo, riduce gli sprechi e, di conseguenza, l’impatto ambientale. E perché no permette anche di monetizzare e rinnovare il look. Secondo l’Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA DOXA per Subito, tra coloro che nel 2018 hanno acquistato o venduto oggetti usati, il 56% ha scelto di farlo online. Il motivo? La velocità, l’accessibilità, la semplicità e ancora la comodità d’utilizzo.

Abiti usati: le app e i siti per vendere e monetizzare

Quali sono dunque i siti da tenere a mente per comprare e vendere? Oltre ai classici Kijiji, Subito.it, eBay o al Marketplace di Facebook, esistono anche app e piattaforme dall’animo fashion. Come Depop: basta possedere uno smartphone, scaricare l’app (la cui interfaccia molto ricorda Instagram) e iniziare a fare affari. Annuncio dopo annuncio è possibile interagire con il resto della community (più di 7 milioni di utenti), avere dei follower e aumentare così la visibilità dei capi e degli oggetti in vendita. Il tutto a prescindere dalla propria collocazione geografica.

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Ognuno dunque può aprire il suo negozio virtuale: come? Basta scattare foto accattivanti, aggiungere la descrizione, tag e i dettagli (taglia, prezzo e brand) dell’oggetto che si intende vendere e perché no magari raccontarne la storia. Più si vende e più si hanno recensioni e più, quindi, si diviene popolari. Gli acquisti si fanno in tutta sicurezza in quanto le transazioni si fanno via app e sono protette da PayPal. Tante le venditrici famose che si avvalgono di questa importante vetrina per liberarsi del superfluo come le sorelle Chiara e Valentina Ferragni, e ancora Alessia Marcuzzi, Giulia Valentina, Elonora Carisi etc. L’app prevede una commissione, detrae infatti il 10% del totale (spese di spedizione comprese) su ogni pezzo venduto.

Ultimo aggiornamento il 4 Agosto 2020 13:51
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Anche Micolet, realtà spagnola divenuta famosa anche in Italia, permette di trovare capi di abbigliamento e accessori (proposti con sconti del 70-80%) provenienti soprattutto dall’armadio di modelle e influencer. Al momento però in Italia è possibile solo acquistare e non vendere. Molto popolare in Europa, anche se meno fashion, Shpock. L’app infatti, con oltre 10 milioni di utenti attivi, permette di vendere un po’ di tutto: è una sorta di mercatino delle pulci che invita a curiosare, virtualmente, tra la merce esposta. Facile da usare, per iniziare a vendere bastano pochi clic. Una volta registrati e creato l’annuncio, gli utenti possono fare domande o un’offerta al venditore per cercare di accaparrarsi l’oggetto del desiderio al migliore prezzo. Una volta pattuito il tutto, non resta che organizzare la consegna (spedizione o a mano). Tramite la localizzazione, inoltre, è possibile visualizzare solamente gli annunci di coloro che risiedono nell’area di proprio interesse così da velocizzare la pratica. L’app non prevede alcuna tariffa d’inserzione e non ci sono commissioni sulle vendite.

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Un nome un programma quello di Svuotaly, piattaforma tutta italiana che, come lascia intendere il nome, permette di svuotare il proprio armadio. Offre diverse soluzioni ovvero permette di vendere capi o accessori di seconda mano e ancora di acquistarne di nuovi e perché no, scambiare il proprio prodotto con un altro di pari valore. Una volta compilato attentamente l’apposito modulo, con tanto di foto e specificata la modalità di consegna, previa verifica da parte del team per controllare la validità della merce, l’annuncio sarà online. La registrazione al sito e l’inserimento dell’annuncio non prevedono alcun costo.

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Come dare una seconda chance ai capi griffati

Se ci si vuole disfare di capi e accessori griffati Vestiaire Collective è ciò che fa al proprio caso: questo marketplace online, infatti, è dedicato interamente alla compravendita di articoli di moda di lusso proposti con sconti importanti (sino a -70% del prezzo in negozio). Ebbene sì, permette a milioni di utenti da tutto il mondo di accaparrarsi l’oggetto del desiderio senza spendere una fortuna. Una volta creato l’account, caricate le immagini e completata la scheda prodotto, un team di esperti ne verifica l’autenticità. Conclusa la vendita, non resta che inviare la merce alla piattaforma e, una volta recapitata all’acquirente, è possibile riscuotere la cifra pattuita. Il costo del servizio? Per gli articoli fino a 150 euro la quota è fissa (15 euro). Per quanto riguarda altri importi, la percentuale è pari al 10-25% del prezzo di vendita.

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Non solo lusso su Videdressing: la piattaforma (1,5 milioni di membri), infatti, permette di vendere tanto capi griffati quanto low cost. Creare una boutique online è semplice: basta descrivere l’articolo, scattare qualche foto e determinarne il prezzo et voilà, si è pronti per offrire una seconda vita agli articoli ormai da troppo tempo inutilizzati. Spetterà poi a un team di esperti aumentare la visibilità dell’annuncio. Una volta che l’acquirente ha ricevuto il prodotto, al venditore sarà accreditato l’importo dovuto. Per la merce il cui costo è pari o inferiore a 150 euro non sono previste commissioni mentre, per gli acquisti di importo superiore, il sito trattiene il 15% dal prezzo di vendita.

A fare la felicità delle amanti della moda di seconda mano è anche Rebelle, piattaforma online che permette di disfarsi di borse e/o abiti firmati da grandi stilisti che non si indossano ormai da anni o di quei regali/acquisti sbagliati mai considerati e dimenticati nell’armadio. Si può sia vendere in autonomia che optare per il servizio concierge (15 euro per ogni articolo): in cosa consiste? Nessun impegno, sarà il sito a gestire l’intero processo di vendita facendosi carico tanto della realizzazione delle foto quanto della stesura dei testi che della spedizione. Tutto ciò che viene proposto è sottoposto ad accurate verifiche al fine di verificarne le condizioni e l’autenticità. Una volta conclusa la vendita, sarà poi accreditato il ricavato, al netto della provvigione (sul sito è presente un calcolatore per verificare l’incasso finale), sul proprio conto bancario.

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L’annuncio perfetto: le regole d’oro

Gli annunci pubblicati sono tanti come riuscire a spiccare tra tutti? Affinché il proprio articolo venga notato deve essere allettante: bisogna quindi prendersi del tempo e fare, se necessario, una o più simulazioni. Mai dimenticare che l’occhio vuole sempre la sua parte. È quindi importante armarsi di pazienza e rendere la propria merce appetibile. In caso di abiti, è doveroso lavarli e stirarli prima di presentarli al pubblico.

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Ultimo aggiornamento il 4 Agosto 2020 13:51
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Massima importanza alle foto: devono essere nitide. No al flash, sì alla luce naturale. Onde evitare distrazioni, è bene rendere il prodotto protagonista assoluto quindi è necessario organizzare bene il set e scegliere uno sfondo chiaro e neutro. Un solo scatto non è però sufficiente, non è infatti in grado di raccontare l’oggetto nella sua interezza. Per evidenziare le sue mille sfaccettature, tre è il numero perfetto.

abiti usati, foto

Le foto ovviamente non devono essere tutte uguali, è preferibile cambiare angolazione (frontale, posteriore e laterale) ricordandosi di soffermarsi sui dettagli e di mostrare anche qualche scatto indossando ciò che si intende vendere. Importante, ovviamente, anche il testo descrittivo. Deve convincere, trasmettere affidabilità e perché no anche empatia. Bisogna dunque inserire tutte le informazioni (categoria, taglia, marca, colore, tessuto, vestibilità etc.) necessarie per mettere l’acquirente nella condizione di fare un acquisto consapevole.

Ultimo aggiornamento il 4 Agosto 2020 13:51

È bene inoltre precisare le reali condizioni dell’articolo e, in caso di eventuali imperfezioni, indicarlo. Massima trasparenza. Occhio anche al prezzo: deve essere equo. Per avere un’idea, può aiutare visualizzare altri annunci simili. Infine la condivisione sui social può rivelarsi utile per raggiungere più persone e concludere la compravendita nel minor tempo possibile. Et voilà, una volta fatto spazio nel guardaroba sarà possibile decidere se reinvestire il budget in nuovi acquisti oppure accantonarlo.

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