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I vantaggi del mangiare crudo

La dieta crudista è una filosofia che include solo alimenti non cucinati. Scopriamo di cosa si tratta

Donna con carote

Il crudismo, ossia la scelta di cibarsi solo di alimenti non cucinati, non è esattamente una dieta, ma uno stile di vita. Tuttavia a detta di molte persone che l’hanno provata, stuolo di star incluse (Carol Alt, Demi Moore, Natalie Portman), ha effetti sulla forma fisica talmente entusiasmanti che adottarla anche solo per un breve periodo può essere un modo di scoprire un nuovo universo alimentare e prepararsi alla prova costume.

Cibarsi solo di raw food, cibi crudi, non significa per forza diventare vegetariani: ci sono diverse correnti di pensiero al riguardo, tra chi pratica il crudismo anche per ragioni etiche e chi lo considera esclusivamente una disciplina salutistica. La base di una dieta crudista poggia sul principio che i cibi cucinati perdono le loro qualità: solo nutrendosi di alimenti crudi di possono assimilare davvero le proprietà dei frutti della natura. Nella cottura si perdono la maggior parte delle vitamine, dei minerali.

Facile immaginare che buona parte di una dieta crudista (75-80%) sia composta di frutta e verdura, gli alimenti più facili da consumare crudi. Ma anche i cereali, i legumi, i funghi, le noci di ogni tipo vanno per la maggiore, mentre non tutti i crudisti ma molti aggiungono anche formaggi, uova, carni e pesce, anche se più raramente. Si considera infatti che il fabbisogno di proteine sia inferiore a quello che la dieta ‘occidentale’, ossia quella dei Paesi ricchi, di solito provvede ad avere. Secondo molti crudisti calcio e proteine sono strettamente necessari nei primi anni di vita, ma poi il fabbisogno si abbassa notevolmente diventando adulti, quindi lo si potrebbe benissimo ridurre.

Inoltre, è risaputo che se gli spinaci fanno bene per esempio (ricchissimi di ferro e vitamine), il procedimento di bollirli, ripassarli e condirli ne riduce al minimo le virtù, e ci ritroviamo ad ingerire tanta fibra e poco nutrimento. Oltre a ciò, se consideriamo quanti alimenti derivano da lavorazioni industriali ingeriamo su base quotidiana, dobbiamo anche considerare che nel nostro organismo si accumulano scorie che l’organismo deve immagazzinare da qualche parte, con conseguenti intossicazioni e malattie di diversa entità. Il cibo crudo al contrario viene totalmente digerito senza lasciare tracce di rifiuti e tossine, le proprietà degli alimenti non si denaturano, non si ossidano, non sviluppano composti chimici che generano radicali liberi, non si distruggono gli enzimi… insomma le virtù del cibo crudo sono indiscutibili, e se proprio abbracciare il raw food in toto vi sembra una scelta di vita troppo radicale (le amanti della pasta potrebbero trovarla un tortura!), provate ad applicarla per un periodo di tempo limitato, e assaporatene i vantaggi.

Ma ora veniamo al sodo: cosa mangiare, oltre a insalate e macedonie? Basta un po’ di fantasia e le verdure si possono tagliare, abbinare, condire in mille modi diversi, ma il legumi per esempio? I cereali? In realtà una sorta di cottura, o piuttosto un ‘riscaldare’ i cibi è previsto nella dieta crudista, ma con tecniche particolari che non superino i 46° centigradi. I cerali e i legumi si consumano germinati, ossia tenuti a bagno fino a farli germogliare. Esiste ad esempio un tipo di riso chiamato Gaba, che germina rimanendo a bagno in acqua a 38° per una giornata. Molto diffuso è il grano germinato, ricchissimo di proteine e minerali. E ancora semi, polline, miele. Pesce e carne per i crudisti onnivori si consumano sotto forma di carpaccio, tartare, sashimi, ceviche (marinati nel limone), essiccati: attenzione però alla loro origine, perché le carni rischiano di contenere germi e tossine. Le uova si consumano crude o cotte in modo ultra lento a temperature inferiori ai 46°. Esistono dei macchinari appositi per lavorare i cibi nella maniera crudista: essiccatori, piastre a induzione, spremitori, germogliatori, che implicano lievi manipolazioni e non cotture vere e proprie.

Uno degli aspetti positivi di questo tipo di dieta è che si può mangiare molto, evitare la sensazione di fame, ma allo stesso tempo si dimagrisce, perché non vi è nessun tipo di cibo-spazzatura o altamente calorico. Se non vi convince provate a documentarvi sull’esperienza di Jenna Norwood, autrice del libro ‘Superchange me!’ (agli antipodi di ‘Supersize me’ in cui Morgan Spurlock si nutriva solo di fast food per un mese). Jenna racconta il suo primo mese da crudista, il dimagrimento, la sensazione di leggerezza, il buonumore, la soddisfazione, e lo sforzo minimo.

Con l’avvicinarsi della stagione calda è molto più semplice avvicinarsi a questo tipo di regime alimentare, occorre solo sviluppare qualche astuzia e avere cura di sé quotidianamente. Ma se gli effetti sono davvero tanto positivi, forse vale la pena provare!

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