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Ago e filo per sconfiggere la povertà

Maria Teresa Leal ha scommesso sulla creatività delle donne di una favela di Rio de Janeiro, e ha vinto

Favelas
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Rocinha è una baraccopoli nel cuore di Rio de Janeiro. Ci vivono più di centomila persone con i problemi e le difficoltà che affliggono tutte le favelas delle grandi metropoli brasiliane. In un mondo fatto di stradine che si accavallano l’una sull’altra, abitazioni tirate su con i materiali più disparati, pochi servizi e tanta povertà l’ex sociologa Maria Teresa Leal ha deciso trent’anni fa di lanciare una scommessa: creare delle opportunità di lavoro per le donne di Rocinha, promuovere la loro indipendenza economica e tracciare una via d’uscita alla miseria valorizzando la loro creatività.

Oggi la sua scommessa può dichiararsi vinta: la Coopa-Roca (Cooperativa de trabalho artesana e de costura da Rocinha) è una realtà affermata e riconosciuta non solo nella favela, ma in tutto il mondo. La Coopa-Roca è una cooperativa di sarte, specializzate nella personalizzazione dei vestiti: ricamo, uncinetto, inserimenti di paillettes e perline, decorazione di oggetti di arredamento.

Maria Teresa Leal racconta di aver avuto quest’idea molto tempo fa, quando arrivò per la prima volta a Rocinha con un progetto di riciclaggio dei rifiuti, che prevedeva la creazione di giocattoli per bambini. Una volta sul posto, Maria Teresa si rese conto che le donne della favela erano molto attente al modo di vestire e che riuscivano a trasformare in men che non si dica qualsiasi scampolo di stoffa in un capo di abbigliamento o in un accessorio.

Da quel momento (siamo agli inizi degli anni ’80), la Coopa-Roca ha costruito la sua fortuna su un patto d’acciaio che lega la Leal alle sue sarte: la cooperativa è gestita in maniera assolutamente democratica, tutte le decisioni vengono prese in assemblea con voto pubblico e Maria Teresa funge da coordinatrice e da fund raiser. Le sarte hanno sviluppato nel corso degli anni un notevole senso di indipendenza e lealtà le une nei confronti delle altre, e Maria Teresa è orgogliosa soprattutto di questo.

Oggi la Coopa-Roca riceve il sostegno di importanti fondazioni internazionali che promuovono l’imprenditoria femminile, tra cui la Clinton Global Initiative, ma soprattutto è riuscita a intercettare anche alcuni importanti marchi internazionali che hanno riconosciuto la qualità dei prodotti delle sarte di Rocinha: tra questi la maison di biancheria intima Agent Provocateur, lo stilista brasiliano Carlos Miele e la Lacoste, che ha di recente commissionato alla cooperativa una serie di magliette in edizione limitata.

L’investimento sull’iniziativa femminile è ormai uno dei canali privilegiati dalla cooperazione internazionale, che si è accorta di quanto le donne riescano, se messe nelle condizioni di guadagnarsi da vivere decentemente, a promuovere lo sviluppo di un numero enorme di persone, a partire dai loro figli e dai membri della loro famiglia. Maria Teresa Leal ha visto le sarte della Coopa Roca ingegnarsi per migliorare se stesse e l’ambiente che le circonda, o oggi si divide tra la favela e le grandi capitali mondiali in cui si reca per promuovere il suo marchio.