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Hong Kong. L’invasione del Cos-Player

Inaugura ad Hong Kong una mostra dedicata al Cos-Player, pratica molto diffusa nelle strade ma ancora taboo per l’arte.

Cos-Player The rest of us

Cosa resta di noi quando ci togliamo i nostri abiti preferiti, più costosi o più sportivi, più casual o più eccentrici?
Rimane la nostra vulnerabile nudità, la sostanza, si sarebbe tentati a dire. Ma non è sempre così.
Spesso forma e sostanza coincidono e se si parla di moda la nostra sostanza ci impone di manifestarsi attraverso gli abiti che più ci caratterizzano. Facile finchè si tratta di gonne, giacche, cappotti o comuni pantaloni.
Ben più complessa diventa invece la questione quando l’abito che fa il monaco è un complesso costume ricalcato sul disegno di un personaggio dei fumetti o semplicemente immaginario.

Fenomeno molto diffuso specialmente in oriente, quello del Cos-Player, è oggetto della mostra che inaugura il 10 Dicembre a To Kwa Wan (Hong Kong).  “The Rest of Us” curata da Katrien Jacobs e Anne Peirson-Smith, mette in mostra la moda di tutti i giorni direttamente dalle strade di Hong Kong dove il fotografo Andrew Guthrie ha immortalato i cosidetti “cittadini comuni” nel corso di un anno.

Oltre sessanta foto e l’esposizione di costumi per Cos-players fatti a mano da artisti locali saranno il cuore della mostra. Un evento che si accompagna a performances ed installazioni visive di Movana Chen, della canadese Louise Bak, e dell’austriaca Nina Jaeger.

La mostra “The rest of Us” è parte integrante del simposio in corso presso l’Università di Hong Kong che affronta il tema del dress code tanto nei momenti ludici ed eccezionali che nella vita ordinaria.
Dalla giacca e cravatta d’obbligo negli uffici agli abiti dei punk, degli skaters fino agli spettacolari Cos-players.

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