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Yoga in aeroporto: Venezia segue la moda americana

In America è una pratica ormai diffusa, ma in Italia è una moda appena nata

yoga, aeroporto
 thinkstock

L‘avanguardista del Bel Paese si chiama Benedetta Spada ed è un’insegnante di Hatha Yoga, Ashtanga, Yoga Dinamico e Danza Yoga. Dopo aver viaggiato per il mondo in lungo ed in largo, si è convinta del fatto che fare yoga durante un viaggio sia il modo migliore per prepararsi all’esperienza, sia fisica che emotiva, di una trasferta.

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Ed è così che il suo percorso è cominciato con la stesura di un libro, “Yoga in Viaggio”, ed è continuato con la realizzazione di uno dei suoi sogni: avere la possibilità di insegnare yoga in uno dei tanti aeroporti italiani. Il libro vuole proporre uno yoga “à porter”, vuole essere una sorta di manuale “anti panico” dove poter trovare gli indirizzi utili per una vita serena anche in movimento. Insomma, un diario dove poter appuntare e trovare pensieri e mantra che aiuteranno a vivere il viaggio con maggior consapevolezza.

Negli Stati Uniti, da San Francisco a Chicago, numerosi aeroporti hanno allestito da tempo le cosiddette “yoga room”, ovvero aree adatte alla pratica dello yoga pre-partenza. In Italia l’esperimento è partito il 4 Aprile all’aeroporto di Venezia: dalle 8.30 del mattino alle 14, i passeggeri hanno la possibilità di seguire gl insegnamenti di Benedetta. Le sessioni, della durata di 15 minuti l’una, si basano su tecniche mirate a ridurre lo stress da viaggio e migliorare gli stati di consapevolezza.

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Dalla prefazione di Maurizio Di Maggio: “Se anche per voi viaggiare è portarsi dietro le abitudini e applicarle nei luoghi in cui ci si viene a trovare per sentirsi bene e godersi il viaggio, meglio portarsi dietro le abitudini migliori, no? Così ci si sente virtuosi, si apre un nuovo ciclo e una volta ritornati a casa si cercherà di attenersi alle buone regole. Un Viaggio può essere anche quello che vi porta da casa al lavoro e viceversa. Come affermava Proust “l’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell’avere nuovi occhi”. Per combattere la monotonia pendolaristica bisogna accendere la fantasia e guardarsi attorno con curiosità. E anche i suggerimenti di Benedetta possono essere molto utili per eseguire piccoli esercizi durante gli spostamenti grandi o piccoli, per favorire la concentrazione e la riflessione e per il benessere fisico. Insomma quello che state per leggere è un manuale che si rivelerà essere una miniera inesauribile di consigli preziosi…”

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