Pullover donna: 5 modelli per stare al caldo senza sudare
di Francesca Fontanesi
Gennaio è il momento della verità. Passata l'euforia per i cappotti nuovi, ci scontriamo con la realtà del termometro: fuori si gela, ma dentro i bar e gli uffici il riscaldamento è spesso punitivo. Puntare sui pullover è un'ottima scelta, ma non tutti tengono caldo allo stesso modo, e soprattutto non tutti sono confortevoli da indossare per molte ore. La lana resta uno dei materiali più intelligenti da indossare perché è traspirante, regola la temperatura corporea e si adatta ai cambi termici molto meglio dei filati sintetici; il puro poliestere invece è bandito. I pezzi più interessanti del momento puntano su lavorazioni pulite, pesi medi e vestibilità pensate per essere stratificate senza creare volume inutile. Ecco cinque modelli che per taglio e consistenza vale la pena avere ora nel guardaroba.
Il pullover in maglia
È l’essenziale assoluto. Un pullover in misto lana senza coste o decori che rimanda immediatamente a quel minimalismo anni '90 reso iconico da Carolyn Bessette-Kennedy. La sua forza sta tutta nella consistenza: deve essere liscio e sottile, e permettere al corpo di respirare e mantenere una temperatura costante anche negli ambienti riscaldati. È il pezzo perfetto da infilare sotto un blazer perché non ne altera le linee sulla spalla. Si porta a pelle con un pantalone maschile a gamba larga, puntando su una semplicità che non passa mai di moda. Perfetto per chi vuole andare sul sicuro.
Il pullover gioiello
Se amate l'estetica Prada questo modello fa per voi. Qui la maglieria abbandona il puro pragmatismo per abbracciare una frivolezza da salotto intellettuale: le applicazioni gioiello su questa maglia azzurro acqua evocano subito le atmosfere dei film di Wes Anderson (dove ogni dettaglio è una piccola scenografia - avete mai visto Grand Budapest Hotel?). È la soluzione ideale per chi cerca un capo che sia già finito: non servono accessori, la maglia stessa definisce il punto focale del look. Da smorzare con una base semplice per evitare l'effetto troppo lezioso.
Il pullover con scollo a V
Questo modello color oliva ha il pregio di non essere né troppo profondo né troppo castigato: è quella via di mezzo che permette di indossarlo con tutto senza sembrare fuori luogo o sopra una t-shirt per un contrasto molto semplice e d'impatto. La maglia è liscia, compatta, e il peso medio non ingombra sotto la giacca ma ha anche abbastanza sostanza: ecco un pullover asciutto e concreto che punta tutto sulla precisione del bordo e sulla tonalità perfetta per staccare dal solito nero senza azzardare troppo.
Il pullover a stampa animalier
Ma quanto ci piace l’estetica british-misto-indie-misto-tumbrl? Sottile, quasi come una seconda pelle, questo pullover con stampa leopardata ci riporta direttamente all'estetica indie sleaze dei primi anni 2000 e all'epoca delle feste di Kate Moss a braccetto con Pete Doherty. Rompe la monotonia dei colori invernali e si sposa perfettamente con gli accessori in pelle. Il segreto per indossarlo oggi senza scadere nel cliché è il contrasto: ok con capi sartoriali da basso profilo, come un cappotto nero lungo fino ai piedi e un paio di anfibi.
Il pullover in maglia pesante
Infine, il capo solido, quello che risponde alla domanda cosa mi metto. Un pullover a maglia grossa che riprende la robustezza dei capi workwear d'archivio. Ha un sapore molto raffinato ma anche molto maschile che riporta alla mente i look newyorkesi di Diane Keaton: pratici, risoluti, capaci di mantenere la forma anche dopo una giornata frenetica. Perfetto come uniforme quotidiana: non tradisce mai e invecchiando acquista carattere.
L'idea che un maglione che fa i pallini sia un maglione di scarsa qualità è un grande malinteso dell'epoca moderna. Il pilling non è infatti un difetto del filato, ma una pura conseguenza meccanica: le fibre naturali, specialmente le più morbide come il cachemire o la lana vergine a fibra lunga, tendono a liberarsi leggermente con lo sfregamento. Ogni volta che il vostro braccio sfrega contro il fianco, o la borsa preme sulla spalla, state tecnicamente pettinando le fibre fino a farle aggrovigliare. È il segno che il maglione è vivo.
