Gilet lino donna: il capo fresco e versatile che non può mancare nel tuo armadio primaverile
di Francesca Fontanesi
Il gilet in lino è uno di quei capi che sembrano secondari finché non si capisce quanto lavoro fanno da soli. In primavera il lino è il tessuto che risponde meglio alle temperature variabili: fresco quando fa caldo, non freddo quando la temperatura scende all'improvviso. Il gilet in particolare è la sua espressione più contemporanea, molto più di una camicia o di una giacca perché diverso da entrambi: non copre le braccia, non chiude il busto e funziona in tantissimi contesti diversi. Ad esempio: sopra una t-shirt bianca è casual, sopra una camicia è decisamente elegante, da solo con i pantaloni giusti è già un ensemble da serata di gala. Il gilet in lino è anche il capo che ha reso popolare il layering estivo: quell'idea che aggiungere un pezzo invece di toglierlo possa rendere un look più interessante anche quando inizia a fare caldo.
La nostra selezione
Abbiamo cercato cinque modelli tra Zara, Mango, Uniqlo e Massimo Dutti che coprissero le versioni più diverse del gilet primaverile: lo scollo incrociato per chi vuole qualcosa di più costruito, il modello da completo per chi pensa già agli abbinamenti, gli alamari per chi cerca un dettaglio che si noti. Tutti in lino puro o misto e pensati per funzionare fuori e dentro casa, dalle riunioni di lavoro all'aperitivo con le amiche.
Il gilet in lino bianco che funziona con tutto
Ci piace perché il lino premium di Uniqlo ha una consistenza diversa dal lino standard: più compatto, meno soggetto alle sgrinziture, con una caduta che mantiene la forma nel corso della giornata. Il bianco è il colore più versatile della categoria: funziona con i neutri caldi, con il denim, con i toni pastello e con le stampe. Pro tip: sbizzarritevi con gli accessori.
Il gilet in lino con spacco sulla schiena
Il gilet nella sua forma più essenziale. Il lino puro ha una caduta irregolare e naturale che migliora con il lavaggio e con l'uso, motivo per cui diventa più morbido e più difficile da replicare. È il modello da comprare se non si ha ancora un gilet in lino nell'armadio e si vuole capire perché funziona così bene prima di investire in versioni più elaborate. In questa tonalità poi è decisamente uber chic.
Il gilet incrociato in lino con scollo a V e chiusura frontale
Ci piace perché lo scollo incrociato è il dettaglio che trasforma un gilet basic in qualcosa di più interessante: crea una scollatura a V profonda che allunga il collo e dà al capo una qualità quasi da alta sartoria. È un modello da portare con pantaloni a vita alta e con una mule o una slingback scamosciata e un paio di orecchini maxi.
Il gilet in lino e misto cotone impreziosito dalla chiusura con alamari
L'abbiamo selezionato perché gli alamari sono un dettaglio di chiusura con una storia: vengono dall'abbigliamento militare e dai costumi tradizionali dell'Europa dell'Est, e portano con sé una qualità artigianale superiore alle altre. Su un gilet in lino diventano il punto focale del look: si notano perché raccontano qualcosa, e distinguono il capo da qualsiasi altro gilet nella stessa fascia di prezzo.
Il gilet in lino con scollo incrociato e cintura inclusa
Per ultima ma non per importanza, una versione che porta già un doppio accessorio con sè. Lo scollo incrociato è il classico della tradizione ma la costruzione è più rifinita e lo si vede nelle cuciture e nella caduta del tessuto. La cintura sottile incorporata lo diversifica da tutti gli altri e dona tridimensionalità al look. Il capo perfetto da acquistare quando si vuole qualcosa che duri oltre la stagione.
Pillole di moda: la storia del gilet
Nella sua forma originale il gilet era un capo maschile: comparve nell'abbigliamento europeo nel Seicento come indumento da indossare sotto il doublet, il giubbotto imbottito dell'epoca, per aggiungere calore senza volume. Re Carlo II d'Inghilterra è spesso citato come il responsabile della sua diffusione nella corte inglese del 1666 (si dice che lo indossasse come gesto simbolico di sobrietà in opposizione all'ostentazione francese). Nel corso del Settecento il gilet divenne parte integrante del completo maschile a tre pezzi, che rimase la norma dell'abbigliamento formale per quasi due secoli. Era un capo di sartoria raffinata, spesso realizzato in tessuti preziosi come il brocato e il velluto: la sua trasformazione in capo femminile avvenne gradualmente nel Novecento, accelerando negli anni Settanta quando il power dressing cominciò a incorporare elementi tradizionalmente maschili nel guardaroba femminile.
