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Lo slang dei mondiali 2018 per il gran finale di Mosca

Esultare, urlare, sottolineare la giocata del campione. Imparare lo slang per confondersi tra le migliaia di tifosi dei mondiali russi

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In vista della finale di Mosca, è utile familiarizzare con lo slang del campionato mondiale di calcio 2018. Per capire e farsi capire tra i milioni di fans che arrivano da ogni parte del mondo per ritrovarsi in Russia. Certo, il calcio unisce i popoli e accorcia le distanze, ma per comunicare correttamente, anche in tema sportivo, masticare un pò di inglese diventa fondamentale. Magari per interpretare lo slang del tifoso seduto al nostro fianco durante la finale. In programma al Luzhniki Stadium di Mosca sabato 15 luglio. O per interpretare un labiale di un calciatore trasmesso in diretta sul maxischermo.

Lo slang mondiale secondo ABA

Per non farsi trovare impreparati la scuola di inglese on line ABA English, ha stilato una lista delle più diffuse espressioni calcistiche. Tradotte nella lingua che, dopo il cinese, è la più parlata al mondo e la più usata nei contesti internazionali. Entrando in campo, prima degli inni nazionali, ecco le formazioni ufficiali. L’undici titolare è definito come lo Starting line Up, mentre chi è costretto a rimanere in panchina resta On the bench. Altre due frasi riguardano il portiere. Keep calm and clean sheet è un invito a mantenere la calma e a cercare non subire goal. Obiettivo minimo per cercare di vincere la partita. Ma se invece the goalkeeper made a howler sono guai. Questa frase viene infatti usata dai tifosi per indicare che il portiere ha fatto una papera.

I grandi campioni sono ovviamente al centro delle attenzioni, soprattutto nei team più forti. Per indicare una giocata spettacolare, un colpo da maestro, il tifoso esclama what a screamer! Se poi il fuoriclasse si esprime meglio con il piede mancino, dolce e vellutato, viene facile affermare He’s got a sweet left foot. Quando invece l’azione offensiva devastante, è probabile udire la frase He ran the defence ragged. Ovvero, l’attaccante ha lacerato la difesa avversaria. Al contrario, in caso di errore madornale davanti alla porta, la frase tipica diventa That was a sitter. Infine una parentesi dedicata all’arbitro, The referee in inglese. Quasi sempre viene abbreviato a Ref, da accompagnare con una frase di protesta. Se ad esempio ci si sente derubati da una decisione controversa, gli inglesi pronunceranno RefWe were robbed!

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