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A suon di himene

Canti tradizionali e danze tra corolle di fiori e profumi dell’oceano. L’Heiva Festival è un momento emozionante di incontro tra le culture dei cinque arcipelaghi.

Tahiti
© Tahiti Tourisme

L’Heiva di Tahiti è uno degli eventi chiave del calendario di manifestazioni della Polinesia Francese. E’ un momento di incontro annuale di tutti i club culturali dei cinque arcipelaghi, nonché occasione per celebrare la tradizione e la ricchezza artistica del Paese.

La storia dell’Heiva di Tahiti è strettamente collegata a quella politica. Il 29 Luglio 1880, Tahiti fu annessa alla Francia e il 14 Luglio 1881 venne deciso di commemorare anche qui la presa della pastiglia, con imponenti parate militari. Oggi l’Heiva Festival è una emozionante esibizione di danze, canti, sport, artigianato e agricoltura. Coinvolge, infatti, danzatori, cantanti, agricoltori, atleti e artigiani provenienti dalle Isole Tuamotu, Gambier, Marchesi, Australi e dalle Isole della Società Sopravento e Sottovento. 

Il canto tradizionale si chiama himene: ha origine nel XIX secolo e deriva dalla mescolanza degli inni religiosi dei primi missionari protestanti con i canti polifonici tahitiani in uso prima dell’arrivo degli europei. Si distinguono l’himene tarava, canto complesso interpretato da gruppi di almeno 80 persone, e l’himene ruau, cantato su un tempo lento per un coro misto, seduto a ferro di cavallo davanti al direttore del coro. L’ute paripari invece è un canto interpretato su un tema della vita quotidiana, ritmato da due o tre persone accompagnate da un’orchestra tradizionale, dove talvolta si inseriscono strumenti non convenzionali come la chitarra, l’ukulele e l’ armonica.

Tra le danze, l’Ote’ o Danza di Guerra è quella tahitiana per eccellenza. Associata originalmente alla mascolinità, oggi è ballata anche dalle donne. L’Aparima è una danza dove i movimenti delle mani rivestono un ruolo preponderante per la rappresentazione di una storia. L’Hivinau è la più semplice o la tecnicamente meno impegnativa delle danze di Thaiti: è la rappresentazione di un rito propiziatorio fatto da un equipaggio in procinto di prendere il largo. Per questo si dice che ha un ritmo che viene dal mare. La Pa’o’a prende origine dalla tradizione che vedeva le donne, sedute a terra, battere la scorza del cocco in modo ritmato accompagnandosi con i canti.

Gli strumenti tradizionali sono il To’ere, una sorta di tamburo tagliato in pezzo di legno, ricco di sonorità con diverse modulazioni. Questo strumento a percussione è l’elemento essenziale dell’orchestra. Il fa’atete invece ha una membrana è una pelle di vitello tesa con un sistema ingegnoso di lacci e chiusure di legno e anelli e si avvicina di più ad un tradizionale tamburo.

 

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