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Carlo Cracco vola da Harrods

La star di Masterchef, Italo Bassi e gli altri. Fino a dicembre il celebre grande magazzino ospiterà la cucina di 5 chef d’eccezione

Carlo Cracco
LaPresse
Pioggia di stelle negli spazi di Harrods, il celebre magazzino di lusso londinese. Nessun evento atmosferico straordinario previsto nei prossimi mesi, ma un evento gastronomico organizzato in collaborazione con l’italianissima comunità Identità Golose.  

Da settembre a dicembre, Stelle di Stelle porta nella capitale anglosassone cinque degli chef stellati più famosi e rappresentativi del panorama culinario italiano. Carlo Cracco, Enrico e Roberto Cerea, Gennaro Esposito, Italo Bassi, Annie Féolde e infine Enrico Crippa, si alterneranno mensilmente alla guida di un pop-up restaurant nato negli spazi dell’enoteca e proponendo menu originali che attingono alla storia culinaria del Belpaese.

13 stelle complessive per menu di quattro portate ciascuno; questa la matematica che regola il progetto Stelle di Stelle. “Abbiamo da tempo creato un proficuo rapporto di collaborazione con Identità Golose, la cui ‘missione’ è da sempre promuovere il meglio della cucina italiana nel mondo, dando forma quest’anno a un’iniziativa che riteniamo interessante per valorizzare la cucina made in Italy nella sua forma più attuale, al di là dei consueti stereotipi”, spiega Bruce Langlands, responsabile dei ristoranti e del reparto food di Harrods.

Si comincia il 1 settembre con il protagonista di Masterchef, che propone un menu completo a base di Polpa di pomodoro fresco, mozzarella e semi di basilico; Tuorlo d’uovo marinato; Risotto al pomodoro verde, pinoli tostati; Filetto di vitello gratinato ai capperi e liquirizia, cipolla rossa di Tropea e sedano verde; infine Dessert al cioccolato bruciato e prezzemolo. Infine la nota meno appetitosa: il prezzo.  E’ stato fissato un costo fisso per il pranzo, 130 sterline, bevande incluse, e uno per la cena, 180, sempre con le bevande previste nel costo del menu. In alternativa è possibile scegliere un menu che non preveda già il consumo di vino e acqua. E la cucina italiana vola all’estero per autopromuoversi con originalità e gusto. 

 
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