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Milano Moda: l’arte e l’Oriente le vere star

L’arte approda sugli abiti di Laura Biagiotti, le donne di potere sono le icone di Donatella Versace,
rockettare quelle di John Richmond. E Scervino osserva un minuto di silenzio in solidarietà con i monaci
Rangoon.

gaetano navarra

La contaminazione è crescita, è bellezza, è scambio, è stile. Forti venti orientali soffiano su Milano Moda Donna contagiando il guardaroba dell’estate del futuro. L’arte ci mette lo zampino, e crea giochi pittorici e fotografici sulle mises. Il tutto dedicato a donne raffinate, di potere, vere regine.

E’ Laura Biagiotti che vuole i suoi abiti artistici tanto da creare le stesse emozioni che si vivono nelle gallerie d’arte. Abiti da “vernissage” a sostituire quelli da cocktail li crea ispirandosi alle opere del fotografo americano Irving Penn. Incantevoli e delicate mises ricche di fiori e pennellate, oblò, stampe optical che giocano con il bianco, il nero e bagliori d’argento.

Hillary Clinton, la cancelliera tedesca Angela Merkel e la principessa Rania di Giordania. A tutte loro (e a tutte le donne di potere) è dedicata la collezione di Donatela Versace. Donne che sappiano esercitare il potere con stile, donne che non vogliono più i riflessi di nuance grigie sul proprio incarnato ma fantasie multicolor. Donne che chiudono nel cassetto scarpe senza tacco e occhiali da vista. Al via quindi abiti dalle linee morbide che riescono a ‘nascondere’ silhouette non proprio longilinee, sandali dal tacco altissimo, mise da gran sera con profondi spacchi che svelano la schiena nuda. Inoltre, la stilista ha utilizzato le sete ‘enzimate’, talmente soffici da perdere ogni rigidità.

Femmine provocanti per John Richmond che affronta il classico in chiave rock creando scheletri sull’abito in pizzo, mise con ricami di catenelle in ferro, stampe zebrate da cui s’intravede il volto di Court Cobain, di Che Guevara e Mike Jagger.

Sono icone come Grace Kelly, Slim Keith ma anche la Marie-Antoniette glam rock di Sofia Coppola ad ispirare la collezione dai volumi acutizzati di Gaetano Navarra (foto) che ha conquistato il pubblico in sala. Lavorazioni strepitose hanno dato vita a gonne di sangallo sorrette da strati di tulle rigido decorate con nastri, short in maglia perfetti con bustier, abitini seventy dalle maniche a kimono.

Un minuto di silenzio. Un minuto di solidarietà verso i monaci e la popolazione di Rangoon, Birmania, che lottano per liberarsi dalla dittatura militare. Un minuto per questo movimento di liberazione così forte e coraggioso è stato dedicato da Ermanno Scervino prima che iniziasse il suo defilé. Guarda verso l’Oriente la donna Scervino indossando kimono che diventano bomber sportivi, parka estivi a forma di uovo, micro tubini e maglieria foderata con chiffon. Ricami a laser ispirati ai ventagli giapponesi. Una donna delicata e raffinata che indossa sottovesti con pizzi ricamati orientali, abiti da gran sera con piccoli e grandi fiocchi sui corsetti.

In giornata sono attesi Byblos, Blugirl, Aigner, Frankie Morello, Love Sex Money, Daks, Cividini, e Roberto Musso.