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Se donna manager fa rima con guadagno

I manager donna fanno salire gli introiti societari secondo una recente ricerca

Donna manager
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Un consiglio d’amministrazione in rosa è sinonimo di successo alla faccia di chi crede che il genere femminile non possieda le qualità necessarie a esercitare la leadership. E a dirlo non è il solito nugolo di femministe, ma uno studio scientifico condotto sul tema.
Se il manager è donna infatti profitti dell’azienda schizzano in positivo. Lo rivela uno studio internazionale condotto dal Peterson Institute for International Economics su un campione di quasi 22 mila imprese sparse in 91 nazioni del mondo.

Un monitoraggio che cerca anche di attestare il ruolo delle quote rosa all’interno delle aziende, collegando la performance femminile a risultati concreti. Secondo i ricercatori infatti nel caso in cui la presenza femminile riguardi almeno il 30% del board, è possibile registrare un incremento pari a circa il 6% della quota di utile netto. Un risultato positivo che dovrebbe aiutare i manager ha sfondare il muro di vetro che impedisce alle donne di giungere a posizioni apicali. Come avviene nel 60% delle aziende globali.

L’Italia però sembra essere abbastanza virtuosa da questo punto di vista. Secondo quanto riporta un articolo de Il Fatto Quotidiano, dopo l’approvazione nel luglio 2011 della legge 120 (la Golfo-Mosca) che ha introdotto a partire da agosto 2012 il rispetto di quote di genere nei consigli di amministrazione e collegi sindacali delle società quotate in Borsa, fino ad estenderle alle società a controllo pubblico, la presenza femminile nei consigli di amministrazione nostrani delle società quotate è passata dal 6% al 23% attuale. Un bel modo per festeggiare la Festa della Donna di domani.