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Vitamina D, anche senza sole

Per affrontare l’inverno in salute è bene seguire una dieta sana e, in caso di necessità, sopperire con degli integratori alimentari

integratori di vitamina d
Courtesy of©happy_lark/iStock

Che sia estate o inverno, il corpo ha bisogno di vitamina D nota anche come la ‘vitamina del sole’. A cosa serve? Aiuta l’organismo ad assorbire il calcio e mantenere le ossa forti e sane. La luce solare rappresenta la fonte principale per la sua produzione in quanto attiva un precursore della vitamina D presente nel nostro corpo. In realtà anche tramite l’alimentazione è possibile farne scorta. Le fonti principali sono i pesci grassi (salmone, sgombro etc.) oltre ad alcuni tipi di carne e cereali e ancora uova, latte, burro etc. Stando a quanto riporta il Business Insider in alcuni Paesi, come ad esempio il Regno Unito, la luce solare (in inverno) non contiene abbastanza radiazioni UVB necessarie all’organismo per produrre la suddetta vitamina. Durante questi mesi, infatti, è possibile assumere degli integratori di vitamina D sotto forma di compresse, capsule etc.

Integratori di vitamina D, come sopperire alla mancanza di sole

L’attuale dose dietetica raccomandata dall’Institute of Medicine è compresa tra 600 e 800 UI al giorno. In alcuni casi però potrebbe essere necessario un quantitativo maggiore.

In molti pensano che la vitamina D abbia “poteri magici” e che i suoi compiti vadano dalla prevenzione del cancro al rafforzamento delle ossa. Ad aprire gli occhi è stata una ricerca realizzata dal VITAL Research Group e pubblicata a novembre sul New England Journal of Medicine.

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La ricerca

I ricercatori, coordinati dalla Dott.ssa Joann Manson, hanno testato gli effetti di supplementi di vitamina D (così come di omega-3) su oltre 25.000 partecipanti (sia uomini che donne). Tutti over 50. Hanno dunque dimostrato che questi integratori non hanno una capacità protettiva contro cancro e patologie cardiovascolari (infarti, ictus, etc.) contrariamente da quanto sostenuto in precedenza da alcuni studi sperimentali.

Ciò non vuol dire però bandirli dalla propria vita. “Se state assumendo vitamina D per un problema di salute delle ossa o di malassorbimento o ancora a seguito dell’assunzione di farmaci che interferiscono con la biodisponibilità della vitamina D, allora dovreste continuare a prenderli” – ha concluso la Dott.ssa Manson.

La ricerca, inoltre, ha dimostrato che assumere un quantitativo pari a 2000 UI al giorno non comporta effetti collaterali. In circa 5 anni di osservazione, infatti, nei partecipanti non è stato riscontrato alcun aumento significativo di calcio nel sangue. Non hanno nemmeno avuto problemi gastrointestinali. Tuttavia, qualora si decisse di assumere questi integratori, è opportuno consultare prima il proprio medico.

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Ultimo aggiornamento il 23 Giugno 2019 22:01
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