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A Capodimonte, lava e musica raccontano Napoli

Al Museo e Real Bosco di Capodimonte oltre 1000 oggetti raccontano il ‘700 partenopeo

Napoli
PH: Luciano Romano

Una rassegna a metà strada tra la messa in scena di un’opera e un racconto storico. È questa la prerogativa di Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, la mostra curata da Sylvain Bellenger che rimarrà aperta fino al prossimo 21 giugno. Si tratta di un’iniziativa che mette in scena al Museo e Real Bosco di Capodimonte oltre 1000 oggetti fra porcellane, costumi, strumenti musicali. E poi ancora dipinti, oggetti d’arte e di arredo, minerali e animali tassidermizzati. L’allestimento vuole raccontare la storia di Napoli capitale del Regno nel corso del Settecento e oltre, dagli anni di Carlo di Borbone a quelli di Ferdinando II. Come in una favola, nel percorso espositivo si susseguono scene di vita quotidiana caratterizzate da estrema raffinatezza estetica e gioia esistenziale.

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Allestimento atrio della mostra
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L’allestimento

Ideato dall’artista Hubert le Gall come la regia di un’opera musicale, l’allestimento trasforma le sale dell’Appartamento Reale in una spettacolare scenografia. Sul palco ad essere protagonisti sono il Teatro di San Carlo, con la sua sartoria e le porcellane di Capodimonte. Grazie all’uso di cuffie dinamiche la musica diventa il vero filo conduttore del percorso. Il visitatore si può cosi immergere in un mondo incantato con le musiche di Pergolesi, Cimarosa, Pacini e Paisiello. La mostra vuole dunque essere una sintesi di tutte le arti e illustrare la pluridisciplinarità tipica della nostra contemporaneità.

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Allestimento sala della musica profana

Napoli di lava, porcellana e musica: il percorso

Il percorso prende avvio con due sale dedicate alla musica. Gli strumenti musicali vengono messi a confronto con un dipinto di Gaspare Traversi e un quadro di Louise Nicolas Lemasle. Ampio spazio è poi riservato al “Grand Tour” nato dalle scoperte epocali di Ercolano e Pompei della prima metà del ‘700. Nella Sala del Grand Tour trovano spazio sculture di Righetti, biscuits di Tagliolini, bronzetti della fonderia Chiurazzi, terraglie e porcellane Del Vecchio e Giustiniani. Presenti nella sala dei manichini che indossano i costumi di scena di Emanuel Ungaro e Odette Nicoletti. Si prosegue con la sala dell’Egittomania, gusto nato a Napoli con le campagne napoleoniche in Egitto. Piramidi, obelischi, divinità e faraoni diventano quindi elementi decorativi ricorrenti nella porcellana.

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Allestimento sala dei Pulcinella

Il Vesuvio, Pulcinella e il gioco

Nella Sala dell’Eruzione viene, invece narrato il Vesuvio grazie alla pittura e ai reperti minerari esposti: vesuvianite, granato, leucite, lazurite, ematite e altri. In queste sale le porcellane da una parte imitano la materia mineraria, dall’altra illustrano il sublime del Vesuvio. Non manca una sala dedicata al personaggio ermafrodita di Pulcinella, protagonista della commedia dell’arte settecentesca. Anche il gioco è una delle tante tradizioni di Napoli, affascinata dall’azzardo e dal fato. Ecco allora che nella Sala del Gioco i manichini in sala indossano costumi realizzati da Giusi Giustino per Le nozze di Figaro di Mozart in occasione della tournée del Teatro di San Carlo a Dubai nel 2017.

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Allestimento sala del gioco d’azzardo e del destino
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