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Smartphone addiction, è ora di mettere un punto

MioDottore, interpellando uno dei suoi specialisti, ha svelato i rischi che corrono le persone che sono solite condurre una vita sempre connessa

smartphone addiction
Courtesy of©PeopleImages/iStock

Passano gli anni e, sempre più, la tecnologia è parte integrante della nostra quotidianità. Lo smarthone, ad esempio, si usa per mandare mail, chattare, scattare foto, fare video e chi più ne ha più ne metta. Se da un lato c’è da dire che ha semplificato la vita dall’altra, invece, ha creato una vera e propria smartphone addiction. Tutti passano molto (a volte troppo) tempo davanti a uno schermo. Ad essere colpiti dalla smartphone addiction sono soprattutto i cosiddetti Millennials.

Smartphone addiction, i consigli dell’esperta

MioDottore – piattaforma  specializzata nella prenotazione online di visite mediche – ha chiamato in causa uno dei suoi specialisti. La Dott.ssa Patrizia Mattioli, psicologa e psicoterapeuta di Roma, ha evidenziato i rischi di una vita sempre connessa. Ha inoltre impartito consigli utili nel tentativo di sensibilizzare gli utenti spingendoli a usare lo smartphone con maggiore responsabilità.

I rischi di una vita sempre connessa

L’esperta in primis ha confermato che l’uso del telefono ha dei risvolti positivi. Permette infatti di rimanere facilmente in contatto con persone lontane, ma non solo. Consente anche di conoscerne di nuove. E’ però importante fare in modo che la situazione non sfugga di mano. La vita virtuale non deve mai prendere il sopravvento su quella reale. Un semplice device, infatti, non potrà mai sostituire il calore umano.

Vita virtuale vs vita reale

Il rischio, spesso, è quello di maturare una dipendenza tecnologica. Il campanello d’allarme? “Quando si intravede il rischio di una centralità della tecnologia a scapito della realtà, quando vengono trascurate le altre aree personali e quando questo non corrisponde a un miglioramento della qualità della vita.” In tali casi sarebbe opportuno correre ai ripari chiedendo aiuto a uno specialista. C’è da dire che, se gli adulti si servono dello smartphone principalmente per motivi professionali, giovani e giovanissimi lo rendono spesso una delle principali fonti di svago. Bisogna fare molta attenzione perché il rischio di abuso/uso improprio dello smartphone è dietro l’angolo.

I più giovani sono massicciamente presenti sui social network e quasi non usano più il cellulare per chiamarsi ma comunicano per messaggi via chat, immagini e melodie. Il fatto di poter essere in contatto potenzialmente sempre, rimpicciolisce gli spazi individuali e potrebbe interferire con il consolidamento dell’identità personale. Difficile dire quanto questo sia realmente un rischio e non piuttosto un’opportunità in considerazione dei rapidi cambiamenti che avvengono a livello sociale. Cellulari e rete avvicinano le persone ma lo fanno in modo distante, le relazioni che si stabiliscono o si mantengono unicamente nel virtuale sono relazioni incomplete” – ha spiegato l’esperta.

Va bene dunque essere connessi con il mondo ma dandosi delle regole. Così come dei limiti temporali. Così facendo è possibile porre un freno a una dipendenza che, sempre più, mina la propria vita privata.

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