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Idee in testa per Federico Faragalli

La luna, il sole, il giorno, la notte, il futuro, le etnie. Questi i temi ricorrenti nelle crazioni di Federico Faragalli, un artista più che un parrucchiere.

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courtesy of Faragalli

24 anni, romano, capelli neri e sguardo da ragazzo birichino. Ecco il ritratto di Federico Faragalli, giovanissimo, ma già affermato hairdresser tra i più amati della Capitale. Le sue clienti abituali ormai si affidano completamente al suo estro, entrano nello studio senza unidea precisa sapendo di uscirne soddisfatte.
Perché quelle di Federico non sono solo acconciature, ma vere e proprie opere darte, creazioni che a volte richiedono settimane intere di studio prima di poter iniziare con la pettinatura vera e propria.
E volte solo i capelli non bastano. Stoppa, rame e plastica sono per lui validi alleati nella composizione di vere e proprie sculture di capelli, secondo uno stile che lui stesso definisce cyber-etnico.
La donna di Federico è un po selvaggia e un po dea. Guarda al futuro, ma con un pensiero legato al passato. Muse ispiratrici sono nientemeno che Nut, la dea del sole nella civiltà egizia e Excel, La dea della luna nei Maya.
Ma chi è la donna per Federico Faragalli?
E difficile dare una definizione precisa, inquadrare la donna in schemi.
I capelli la rendono assolutamente plasmabile. Ci si può giocare, sperimentare. Una testa famosa da pettinare? Quella di Carla Bruni, sicuramente. Per la sua fisionomia, la sua classe, per limmagine che potrei costruire su di lei. Una testa fantastica.
Bizzarro, ma non trasgressivo, Faragalli ama azzardare, nel suo lavoro, ma senza uscire dagli schemi.
E non si ferma alla testa delle sue modelle. Sceglie personalmente labbigliamento, è lui a premere il dito sul pulsante della macchina fotografica. Lui cura il setting per i servizi fotografici, passando da un bordo piscina a Miami a un deserto in Kenia, ambientazione tra più amate dal giovane hairdresser, che predilige tutto quello che è etnico e culturalmente lontanissimo dalloccidente.
Gioca con le contrapposizioni Faragalli, sole e luna, passato e futuro, oriente e occidente, notte e giorno, chiaro e scuro, anche nel colore. Cosa va di moda per le teste in questinverno?
Vedo un ritorno agli anni 80, e punto soprattutto sul neo punk. Tagli sfilati con colori a contrasto, anche se il biondo ha ormai lasciato il posto a tutte le tonalità di rosso
Quanto un lavoro creativo diventa passione?
Ho una vera e propria deformazione professionale; appena una cliente entra nel negozio cerco subito di inquadrare la sua personalità, pensando allacconciatura più adatta al suo modo di vestire e di presentarsi.
Federico non è solo parrucchiere. Ha infatti seguito dei corsi di psicologia e comunicazione per imparare a trattare con la cliente.
Anche se oggi i tempi sono più rapidi e difficilmente le clienti si confidano con me, il contatto tra le mie mani e i capelli stabilisce una sorta di tacita intimità, che mi permette di capire lo stato danimo della donna. In questo modo riesco ad anticipare i suoi desideri.
Spesso infatti la cliente è insicura e potrebbe essere insoddisfatta del risultato.
Il che ogni tanto capita, ma con gli anni sto imparando a prevenire simili situazioni.
E strano sentirlo parlare di anni di attività, ma questo giovanissimo artista già vanta una discreta esperienza. Ha infatti iniziato a 18 anni, nello studio del padre anche se il suo sogno di bambino era diventare architetto. Ma poi mio padre mi ha instradato in questo lavoro che mi permette in ogni caso di esprimere la mia creatività, e per me è diventata una competizione con me stesso.
E pare proprio che abbia vinto la sfida, poiché ha già in tasca il prestigioso premio Sergio Valente, vinto a soli 21 anni, che gli ha aperto le porte per le sfilate più importanti: lalta moda a Roma e il pret-a-porter a Milano con Alviero Martini.
In cosa si sente diverso dai suoi colleghi?
Molti nel mio settore non capiscono quando sia importante la creazione dellimmagine, Il modo di presentare il lavoro finito .

Insomma giovane, bravo e con la testa sulle spalle, ma anche con la voglia di crescere, nella zona che gli sta dando tande soddisfazioni, in via Paolo Pannini oppure, perché no? spostarsi al centro di Roma.