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“Why be extraordinary when you can be yourself”

Dopo il il grande successo di pubblico e di critica riscosso, “Why be extraordinary when you can be yourself” torna con una tournée che vedrà i dieci ballerini di Daniel Ezralow esibirsi sui palcoscenici delle principali città italiane.

Ezralow

Il nuovo progetto del grande coreografo Daniel Ezralow parte da una semplice intuizione: perché essere straordinari quando si può (straordinariamente) essere se stessi?

Ricerca e rappresentazione di sé stessi perché la vita è un meraviglioso caleidoscopio di mille azioni semplici, normali, ma assolutamente uniche, come è unico ciascuno di noi. Ognuno è ineguagliabile ed è proprio la nostra intrinseca unicità a renderci straordinari nella “normale” quotidianità. Non serve cercare di essere eccezionali, i migliori, gli insuperabili, quelli che sono “arrivati”: lo siamo già, solo che troppo spesso ce ne siamo dimenticati.

È dal quotidiano che nasce l’arte. Ogni espressione della vita quotidiana è in sé una danza: ogni movimento, anche il più impercettibile dei sussulti può diventare esteticamente “bello”. È la magia nascosta nelle piccole azioni che scandiscono la nostra giornata.

Daniel Ezralow ha creato così il suo show, il suo mondo meraviglioso, dove i ballerini sono i primi a rappresentare sé stessi: “Real people dance”, persone “normali” che sono riuscite a realizzare le loro aspirazioni, artisti in cui ogni spettatore può riconoscersi, incarnando l’oggetto stesso dello spettacolo.

Ezralow è riuscito a mettere in scena la follia, la gioia e il dolore che ci rendono vivi e unici; attraverso la danza – la forma d’arte forse più istintiva e ancestrale – è riuscito a rappresentare idee che si sovrappongono, occasioni che si manifestano, scelte che ne conseguono, temi che caratterizzano la vita di ciascuno di noi. A condurre la scena è la semplice invenzione, che senza soluzione di continuità lega i quadri che costituiscono lo spettacolo, in cui si esprime la creatività personale dei ballerini attraverso un’improvvisazione studiata e poi realizzata. «Guarda. Ascolta. Pensa. Fai», ama ripetere Ezralow ai suoi ballerini, «Non nascondetevi dietro la vostra tecnica: la tecnica non è un fine, ma un mezzo per esprimervi».

Scenografie “domestiche” e “urbane” si alternano a video onirici (realizzati da NoiseVideo e Spark Digital Entertainment), illusioni impalpabili, interazioni inattese tra la quotidianità della casa, del lavoro, e il sogno che diventa realtà, aspirazioni che prendono corpo sul palcoscenico. Anche la scelta delle musiche riporta alla quotidianità (dai Beatles agli U2, da Buddy Guy ad Alanis Morissette), ricreando un immaginario in cui ognuno di noi potrà riconoscersi, immedesimarsi, per poi volare     i insieme a tutti i protagonisti dello show.

La scelta del coreografo di creare e produrre il suo nuovo spettacolo è nata lavorando in un ambiente eterogeneo e stimolante qual è l’officina formativa di “Amici”, trasmissione televisiva in cui ragazzi “comuni” studiano, lavorano, si impegnano per imparare ad affermare se stessi e la propria irrefrenabile vocazione artistica.

Giorno dopo giorno, prova dopo prova, ha quindi preso vita un reale work in progress che si è arricchito della meravigliosa quotidianità della vita sul set, del lavoro, della ricerca. Idee e suggestioni nate da situazioni “normali”, che divengono il cuore pulsante del processo creativo, fino a prendere forma concreta ed essere realizzate ed esaltate sul palcoscenico.

Da tale unione ha preso vita uno spettacolo assolutamente innovativo, di grande impatto visivo, che si avvale delle più moderne tecnologie scenografiche, la cui espressività è frutto della ricerca e dell’inedita sperimentazione tra tecniche diverse e stili contrapposti, in linea con le tendenze più forti della cultura contemporanea a livello mondiale e da sempre uno dei tratti distintivi dell’opera di Ezralow, che il pubblico italiano da tempo attendeva di applaudire.