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Un best seller tutto rosa

In arrivo Claire, Nora, Maggie e Giorgie, protagoniste femminili disegnate dalla penna di Catherine Dunne.

Catherine Dunne
LaPresse

Catherine vive in un paese dove essere donna è più difficile che altrove. Nell’Irlanda dei prati verdi e delle scelte puritane, dove l’aborto non solo non è legge, ma è usato come spauracchio contro il cambiamento di un’Europa unita solo nel nome. È forse per questo che una mente squisita come la sua, sensibile conoscitrice dell’animo femminile in tutte le sue sfumature, riesce a toccare il cuore dei lettori.

Perché se vieni da certe realtà sociali non hai che due scelte. Lasciarti appiattire su un modello di donna bidimensionale, maschile e maschilista, o far sì che le difficoltà ti affilino le armi (la penna nel suo caso), diventando espressione di un essere complesso, in continuo mutamento.

Per questo i libri di Catherine Dune (Dublino 1954) sono spaccati reali, obbiettivi ma indulgenti, e così innamorati delle donne, da raccontarne tanto i pregi quanto i difetti, le grandezze come le meschinità. È il caso di “La metà di niente” (Tea, 2001), che ha già venduto 500mila copie, e di ”Se stasera siamo qui” (Guanda 2008), in arrivo in Italia il 18 settembre, che promette di essere il prossimo campione di vendite al femminile.

Quattro donne, quattro personaggi che non potrebbero essere più diversi, e che l’autrice adora e disprezza al contempo. Claire, la sfortunata in amore, eterna vittima di se stessa e della natura che l’ha voluta sterile. Nora, moglie ‘da manuale’ con uno scheletro nascosto nell’armadio. E poi Maggie, insoddisfatta ma incapace di cambiare la propria vita, per mancanza di coraggio, o solo perché schiava della propria onestà. Infine, Georgie, l’algida egoista pronta a sacrificare ogni cosa sull’altare della realizzazione personale.

Tra queste un’amicizia che dura da 25 anni e che, come loro, soffre d’imperfezioni, bugie, tradimenti, ma che affonda le radici nella relatività dei punti di vista e nella convinzione del diritto alla felicità. Non esistono ragioni assolute, non un volto che resti lo stesso nella sfera pubblica e in quella privata.

Consapevolezze difficili da accettare, soprattutto nel momento in cui gli affetti sembrano mutare in qualcosa di diverso e insospettabile. Ma grazie alla fiducia nei rapporti e all’intelligenza elastica del genere femminile, appare chiaro quanto queste siano solo l’altro lato della medaglia. Le mille facce di quel prisma imperfetto che è la donna ai tempi del trattato di Lisbona.