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E’ tempo di Berlinale

Dall’11 al 21 febbraio la capitale tedesca ospita la Berlinale, storico festival internazionale di cinema che quest’anno festeggia il suo 60° anniversario

Porta di Brandeburgo

Quest’anno la Berlinale si è aperta in grande stile, festeggiando il suo 60° anniversario, con una favolosa retrospettiva dal titolo “Play it again”, pensata appositamente per ripercorrere la storia dei più bei film presentati nel corso delle passate edizioni. Ad introdurre le pellicole saranno gli stessi attori, registi e produttori, invitati a commentare i propri lavori e raccontare il rapporto intrattenuto negli anni con il festival.

Tra gli ospiti compaiono personaggi del calibro di Jeanne Moreau, icona e musa della “Nouvelle Vague” francese, già vincitrice di un premio alla carriera e dell’Orso d’Oro del 1961, per l’interpretazione di “La Notte” di Michelangelo Antonioni.

Accanto alla Moureau, altri nomi importanti del cinema internazionale come Jerzy Skolimowski, Rainer Simon ed il regista inglese Stephen Frears, noto soprattutto per la straordinaria versione di “Dr.Jekyll and Mr. Hyde: Mary Reilly”. Nell’ambito della retrospettiva verrà inoltre presentato un inedito “Metropolis” di Fritz Lang, l’ultima versione ricostruita a ben 83 anni di distanza dalla première e completata in seguito alla sensazionale scoperta di alcune scene scomparse.

Tra i film più attesi “The Ghost writer”, di Roman Polanski, in uscita in Italia il 9 aprile con il titolo “L’uomo nell’ombra“: interpretato da Pierce Brosnan, la pellicola narra gli intrighi di potere del primo ministro inglese, coinvolto in uno scandalo sulle torture ai danni di sospetti terroristi durante le guerre in Afghanistan e in Iraq. Alla presentazione non era presenta il regista, che, imputato di stupro, rimane confinato in Svizzera agli arresti domiciliari.

Un altro mostro sacro del cinema come Martin Scorsese ha presentato fuori concorso “Shutter Island“, un thriller psicologico ambientato negli anni ‘50 in un manicomio criminale, con un Di Caprio nei panni dell’investigatore che indaga sulla scomparsa di una paziente.

Quest’anno l’Italia arriva a Berlino con diversi registi, più o meno noti, ma nessun film in concorso. L’esordiente siciliano Alessandro Aronadio con “Due vite per caso”, ripropone una sorta di “Sliding doors” all’italiana, in contesto decisamente più drammatico come il G8 di Genova. Nel film “Mine Vaganti“, Ferzan Ozpetek porta sullo schermo un inedito Scamarcio in versione gay e architetta una saga familiare in salsa pugliese, che ha per protagonista un padre incapace di affrontare l’omosessualità di entrambi i figli maschi. Ancora una storia familiare in “Cosa voglio di più”, cronaca della passione extra-coniugale per la regia di Silvio Soldini. In programma anche “Bocca del lupo” di Pietro Marcello, che si è aggiudicato il premio come miglior film all’ultimo Torino Film Festival.

Per sapere chi vincerà i prestigiosi Orsi d’Oro e d’Argento bisognerà attendere domenica 21 febbraio, quando a conclusione del Festival, la giuria internazionale capitanata da Werner Herzog assegnerà i premi alla miglior regia e per le migliori interpretazioni maschili e femminili. Nel frattempo, non resta che aspettare.

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