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Pedalare nudi per un mondo migliore

Il corpo contro la macchina. La World Naked Bike Ride, l’evento più folle dell’anno per le strade di Londra.

World Naked Bike Ride
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Siamo ormai abituati a vedere sfilare per le strade delle città una massa compatta e festante di ciclisti, pronti a bloccare il traffico in nome dell’ecologia e per promuovere un tipo diverso di mobilità. Eppure, a volte, questo non sembra bastare. Allora perché non esagerare? Perché non tentare ancora di più? Da questi presupposti nasce la World Naked Bike Ride. Il messaggio è sempre lo stesso: niente più benzina nelle nostre strade, ma i ciclisti, oltre a metterci la faccia, stavolta ci mettono tutto il corpo, nudo e crudo.

A Londra è dal 2004 che si è provato questo bizzarro esperimento. Naturalmente all’inizio erano state solo una sessantina di persone a percorrere le strade di Hyde Park, ma l’evento è cresciuto spontaneamente e nel 2009 i ciclisti sono arrivati a 1.200. La sensibilità della città per i temi ecologisti è da tempo nota, e questa si presenta come ulteriore occasione di renderla pubblica.

L’evento ha dentro di sé due anime: da un lato i temi molto seri, a tratti drammatici, dell’inquinamento ambientale e della dipendenza dal petrolio, ma dall’altro la volontà di alleggerire la questione tramite il divertimento, la giocosità, la creatività. Il 12 giugno, a Londra, non sarà obbligatorio essere nudi per partecipare, e saranno benvenuti anche pattini, skate o monopattini,  ognuno potrà inventarsi il suo modo di protestare. Come nelle passate edizioni saranno incoraggiate espressioni di body painting, tanto che on line è facile trovare lo stencil da scaricare con la scritta "NO OIL!", suggerita dai ciclonudisti stessi.

Oltre ai temi ambientalisti, la Naked Bike Ride, affronta il problema del corpo nella società di oggi. Mette in evidenza il fatto che non serve essere perfetti, che chiunque è il benvenuto, di qualunque età e misura. Una delle cose più interessanti è mostrare al mondo come possono essere diversi i veri corpi, lontani dalle immagini patinate dei media che causano troppo spesso insicurezze e complessi.

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