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La casa mobile per nomadi moderni

Abitare in una casa di design senza essere vincolati ad un luogo: le case mobili sono la nuova scommessa degli architetti

casa mobile

Essere pronti a partire, andarsene in qualsiasi momento, e poi tornare a proprio piacimento, senza dover rinunciare alla propria casa, all’intimità di uno spazio personale. La possibilità di essere nomadi, nell’accezione più affascinante del caso, pur avendo con sé tutti i comfort di un’abitazione stabile. Potrebbe essere questo il futuro dell’edilizia, abitare senza essere vincolati ad un luogo? Forse non è una scelta adatta a tutti, ma lo è per molti: diversi architetti hanno deciso di scommettere sulla casa mobile, prototipo che va ben oltre il concetto di camper o roulotte. Vere e proprie abitazioni di design, dotate di tutte le comodità, spesso eco-sostenibili ed esteticamente innovative, che, a piacimento, si possono spostare in un altro luogo. E si coniugano perfettamente con un’altra tendenza dell’edilizia moderna, quella delle tiny houses, delle case a metratura limitata in cui tutto si concentra per limitare sprechi.

Icona di questa corrente è Hangar Design Group, firma internazionale che ha ricevuto diversi premi per i suoi progetti di micro-flat su ruote, come la casa mobile Sunset premiata col Compasso d’Oro nel 2011, o la Suite Home, che la precede di un anno ed è stata lodata all’Expo di Shanghai. Entrambi esempi di moduli abitativi prefabbricati, leggeri, in legno e materiali di riciclo, che poggiano su carrelli con ruote e soprattutto hanno un animo totalmente green, grazie a sistemi di risparmio energetico e non ultimo la virtù di non danneggiare aree di pregio ambientale intervenendo con costruzioni classiche.

Ma c’è anche chi ha scelto delle ‘signore ruote’ per permettere alla propria casa di spostarsi, come quelle di un bus: Even Yehuda e Hagit Morevski sono due donne israeliane che hanno avuto un’idea illuminante. Hanno progettato e fatto costruire un’abitazione all’interno di un autobus di linea in disuso, mantenendo la struttura tale e quale, ma togliendo dal suo interno i sedili per far spazio a cucina, zona giorno, camera da letto, bagno. Porta e finestre sono rimasti uguali all’originale, garantendo un’ampia esposizione alla luce solare e un’estetica industrial davvero interessante.

Un progetto simile è quello di Joseph Tayyar, che ha convertito un camion in casa mobile, dotato di pannelli solari sul tetto che gli assicurano l’energia necessaria. Anche in questo caso, gli interni sono frutto di una progettazione studiata su misura, per la maggior parte in legno e con l’estetica che ricorda una classica casa di campagna, ampia e spaziosa, nulla a che vedere con gli incastri da Tetris di un camper.

Negli Stati Uniti stanno avendo successo le Clothesline Tiny House di Carrie e Shane Caverly, coppia di designer e progettisti edili che hanno creato una mini-casa interamente eco-friendly (raccolta delle acque, pannelli solari, legno certificato) e ovviamente mobile. Nata come un esperimento per loro stessi, per ridurre al minimo le spese di una casa, ora la Clothesline Tiny House è un progetto che replicano per gli acquirenti.

Ovviamente occorre studiare bene l’intricata burocrazia in merito, che in ogni Paese è diversa e spesso nemmeno troppo chiara. A Washignton per esempio esiste un mini-quartiere di case piccole e mobili, Boneyard Studios, in cui gli abitanti faticano a prendere la residenza a causa di normative di pianificazione urbana poco favorevoli ma allo stesso tempo poco chiare.

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