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Arte contemporanea: a chi parla?

Una mostra sul tema della difficile comprensione dell’arte contemporanea

Atelier del pittore
Courtesy l'Artista e Galleria Bianconi
Per apprezzare un’opera d’arte occorre essere in grado di capirla. Lo sapeva bene Manzoni, che quando si trovò a stendere i Promessi Sposi, decide di sacrificare il linguaggio aulico e aristocratico in favore di uno di più facile comprensione per il popolo: venne criticato da qualcuno, addirittura deriso, ma riuscì nel suo intento di realizzare un’opera che tutti potessero apprezzare. Ancora oggi, in tutto il mondo dell’arte, esiste una forte discrepanza tra quello che l’artista vuole comunicare, creare, e i mezzi che le persone hanno per comprenderlo, e questo accade in particolare con l’arte contemporanea. E’ proprio qui che vuole andare ad indagare la mostra ‘A chi parla l’arte contemporanea? ’, una collettiva ospitata presso Palazzo Isimbardi di Milano dall’11 al 20 maggio 2016, diretta e curata da Sabino Maria Frassà e fulcro del 4° Premio cramum – , ideato da Sabino Maria Frassà e Andi Kacziba per sostenere e far conoscere i migliori giovani artisti in Italia.


Emilio Isgrò Ancora Istanbul, 2010, 100×100 cm acrilico su tela montata su legno

Se dell’arte antica e classica la formazione scolastica ci impartisce genericamente le basi, se i grandi pittori del Rinascimento o degli inizi del ‘900 sono talmente ‘mainstream’ da aver fatto una piccola breccia in ognuno di noi, quando si parla di pratiche contemporanee cala la nebbia più profonda. Anzi, a volte l’arte contemporanea viene addirittura perepita come fine a sé stessa, eccentrica e difficile per il solo gusto di esserlo. A chi parla l’arte contemporanea? Se lo chiedono molte persone di fronte ad un’opera vista per la prima volta, e questa mostra vuole andare oltre l’aura elitaria che spesso le avvolge. Il punto non è solo ‘far capire’, ma invogliare a chiedersi.


Urs Lüthi, Selfportrait “Brachland/Wasteland I”, 2014, Photograph 

Se l’arte contemporanea è filosofia, forma di conoscenza o coscienza critica, essa può contribuire a far evolvere, progredire e avanzare il sapere dell’uomo e della società stessa. L’arte perciò parla o dovrebbe parlare a tutti ed è doveroso interrogarsi anche sulla sua efficacia. […] il problema non è che tutti comprendano l’antroposofia riletta da Joseph Beuys, ma è far sì che tutti abbiano almeno la curiosità di conoscere le ragioni ad esempio del suo lavoro 7000 querce, di andare oltre la prima suggestione” lo afferma il curatore della mostra, pensiero che viene riportato sul volume edito da SKIRA dedicato al premiop cranum. Finalisti di quest’anno Gianluca Brando, Gianni Colangelo, Max Coppeta, Flora Deborah, Donatella De Rosa, Isabella Fabbri, Matteo Fato, Fabrizio Milani, Giuliana Storino, Kwanghoo, le cui opere sono esposte a Palazzo Isimbardi. Assieme alle loro, quelle di 10 grandi nomi dell’arte contemporanea come Ulla von Brandenburg, Szilárd Cseke, Emilio Isgrò, Andi Kacziba, Lin Ylin, Urs Luthi, Luigi Presicce, Laura de Santillana, Paolo Peroni, Francesca Piovesan.
A CHI PARLA L’ARTE CONTEMPORANEA?
4° premio cramum
Palazzo Isimbardi, Via Vivaio 1 Milano
dal 11 al 20 maggio 2016 dalle 10 alle 18

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