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I green italiani piacciono ai golfisti stranieri

Aumenta in modo esponenziale il numero delle presenze di golfisti stranieri. Che oltre ai campi perfetti trovano clima, cibo e cultura

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Da nord a sud i green italiani attraggono un numero sempre maggiore di golfisti stranieri. Merito del clima mediterraneo, in grado di favorire l’incoming turistico anche nei mesi invernali. Ma anche dello sviluppo di strutture sportive eccellenti. E non ultima della energia attrattiva prodotta dall’organizzazione della Ryder Cup del 2022. A confermarlo sono i numeri di uno dei maggiori golf club nazionali, il Royal Park I Roveri. Che si appresta a chiudere l’anno registrando un incremento del 40% nelle presenze di stranieri che si cimentano sul green torinese.

Perché i golfisti scelgono l’Italia?

In realtà c’è un anche altro motivo che spiega questo trend. Secondo Darren Bragg – manager del tour operator britannico Golf Breaks  – il nostro Paese è in grado di competere con chiunque. “Perché la cultura, il cibo e i paesaggi costituiscono un patrimonio unico.  Da assaporare prima o dopo le ore sul green.” L’appassionato di golf è infatti sempre molto attento al contesto in cui si muove. Alle alternative che quel territorio può offrire. E in questo l’Italia, quale sia la destinazione, non ha nulla da invidiare a nessuno.

C’è poi la questione internazionale, che per una volta sembra favorire il trend positivo. “La Turchia – continua Mr Bragg – ha visto scendere vertiginosamente il numero dei golfisti stranieri. Questo a causa della situazione geopolitica nel Paese. Ma anche i prezzi alti della Spagna, la ridotta offerta del Portogallo e l’instabile contesto politico del Nord Africa. Tutto ciò ha creato un momento particolarmente strategico per l’Italia.”
A trainare questa ascesa del golf italiano c’è appunto il Royal Park I Roveri, che quest’anno registra un record inaspettato fino a qualche anno fa. Per la prima volta nella sua storia il numero degli ospiti stranieri – circa 10.000 nel 2017 – ha superato quello degli italiani. Un’ascesa che pone questo club tra i top in Italia e in Europa:” Il Royal Park è stato lungimirante – afferma ancora Bragg – poiché ha intuito il suo potenziale. Puntando sul ricco cartellone di eventi artistici e gastronomici organizzati nel periodo autunnale e pre-natalizio.”

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