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Eva Longoria, la consigliera presidenziale

Altro che ‘casalinga disperata’: Eva Longoria sta assumendo un ruolo sempre più strategico nella vita politica degli Stati Uniti

Eva Longoria
Foto LaPresse

Ci sono diverse grandi donne che si sono schierate apertamente in favore del presidente americano Barak Obama, da Anna Wintour a Lady Gaga, passando per Scarlett Johansson e Sarah Jessica Parker. Ma ce n’è una in particolare che continua a ronzare intorno all’entourage presidenziale, tanto che da semplice ‘supporter’ sembra essere diventata una consigliera: stiamo parlando di Eva Longoria, ormai onnipresente alle iniziative della Casa Bianca.

L’attrice che ha raggiunto un’immensa notorietà interpretando il ruolo di Gabrielle Solis in ‘Desperate Hosewives’, è ben lungi dall’essere una casalinga disperata. Eva incarna il sogno americano: donna, latina, nata in condizioni umili, è oggi un’affermata attrice, ricca, amata e con abbastanza autorevolezza da dare consigli niente meno che al presidente degli Stati Uniti. Se l’appellativo ‘onorevole’ non è ancora certezza, l’importanza di ciò che la Longoria rappresenta è invece molto considerata dall’amministrazione Obama. Come lei stessa ha affermato centinaia di volte, i latinos hanno avuto un ruolo strategico sia nella prima che nella seconda elezione del presidente, e il Dream-Act, il decreto che ha permesso la regolarizzazione di oltre un milione di clandestini, è la prova che Obama ha a cuore il loro consenso.

La missione di Eva è proprio dedicata alla popolazione ispanica (che rappresenta ad oggi il 10% degli statunitensi, cifra che raddoppierà nel giro di pochi anni) ma in generale a tutte le minoranze.  Chiede al presidente di ricordarsi di loro, di considerare come prioritarie le tematiche dell’immigrazione e della cittadinanza, dell’accesso all’istruzione e alla sanità; e lui l’ascolta, a quanto pare.

Nata in Texas da genitori messicani, la Longoria sta seguendo un corso di scienze politiche specializzandosi in tematiche che riguardano i ‘chicanos’, i cittadini americani di discendenza messicana. Bella e preparata insomma, non solo immagine ma molto, molto contenuto, tanto da aver snobbato in diversi comizi per la campagna elettorale il copione che le era stato scritto preferendo andare ‘a braccio’. Il suo ruolo sta acquisendo un notevole peso strategico, e non si limita alla raccolta fondi, in cui comunque si è impegnata in quanto vice presidente della Commissione della giornata del Volontariato, che ha preceduto la cerimonia di insediamento il 21 gennaio scorso. E la grande cerimonia che ha dato inizio al secondo mandato di Obama l’ha vista naturalmente in prima fila.

Tuttavia non sono solo le questioni legate agli immigrati e alle etnie a stare a cuore alla Longoria: già durante la campagna elettorale si era esposta sul fronte tasse, ricordando ad un Mitt Romney che si rifiutava di gravare sui ricchi che “l’Eva Longoria che incartava hamburger da Wendy aveva bisogno di pagare poche tasse, ma l’Eva Longoria che lavora nel cinema no”. E ancora più esplicito il suo appello elettorale contro il candidato repubblicano accusato di cavalcare la cosiddetta ‘war on women’, con politiche sociali e sanitarie che calpestavano i diritti delle donne, in particolare riguardanti tematiche come contraccezione e  stupro. Ancora, il suo impegno negli anni si è rivolto anche alla lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Sul suo seguitissimo profilo Twitter si definisce ‘attrice, attivista, filantropa’ e in effetti non ci si dovrebbe stupire se presto comparisse anche la dicitura ‘onorevole’.

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