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Bow House, la casa in vetrina

L’arte del riuso creativo arriva a Heerlen dove l’architetto francese Stéphane Malka ha realizzato una struttura temporanea avvalendosi di finestre e porte riciclate

Bow House
Courtesy of©Stéphane Malka

Chi l’ha detto che l’arte del riciclo è una prerogativa del fashion system? Al di là di borse e scarpe, anche il mondo dell’architettura abbraccia la filosofia del recupero utilizzando quel che resta di materiale di scarto che, invece di finire nel cassonetto, torna in vita componendo il volto di un nuovo edificio.

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Ogni città si trova a fare i conti con zone periferiche e degradate caratterizzate da palazzoni fatiscenti la cui vista è un vero pugno negli occhi: come dare lustro a questi angoli metropolitani? La soluzione potrebbe essere dietro l’angolo attingendo alla graffitectural, ovvero un’architettura stile hip hop che porta alla realizzazione di palazzi avvalendosi di materiale riciclato, valorizzando aree urbane che, in men che non si dica, si spogliano di quell’aspetto triste per vestirsi di nuovo: ne sa qualcosa l’architetto francese Stéphane Malka che ha dato vita a un curioso edificio in quel di Heerlen, comune olandese della provincia del Limburgo.

Si chiama Bow House ed è una vera e propria casa-vetrina aperta a tutti in quanto, secondo l’ideatore, è un sorta di estensione di una piazza pubblica ed è a disposizione di chiunque avesse bisogno di viverci, temporaneamente, a costo zero, nonchè si presenta come un riparo gratuito per tutti i passanti.

La sua unicità è nella forma: ricca e variegata, caratterizzata da due piani di meraviglie, finestre dalle forme e dalle tipologie più disparate, persiane, finestre pieghevoli e vetri coloratissimi in grado di far filtrare una bellissima luce e dare risalto all’architettura sui generis.

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Grazie alla sua struttura modulare, flessibile, leggera e soprattutto a basso costo, è facile da montare in qualsiasi spazio pubblico in quanto è supportata da un’impalcatura ed è dunque sufficiente avere a disposizione una grande parete da riempire per rendere possibile la magia.

A quanto pare l’idea ha fatto il giro del mondo riscuotendo un grande successo tanto che, Nick Olson e Lilah Horwitz, circa un anno fa, hanno deciso di mettersi all’opera per costruire una baita in montagna, nel West Virginia, usando anche loro vecchie porte e finestre riciclate.

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