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Un anno di libri con Zuckerberg

A Year of Books è l’iniziativa che trasferisce il concetto di salotto letterario su Facebook: leggere un libro e discuterne con Mark (e gli altri utenti)

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Photo by Justin Sullivan - Thinkstock

In origine furono i simposi, poi i salotti letterari, oggi è Facebook. Evoluzione ultra-moderna del club del libro, i dibattiti culturali 2.0 si consumano sul web, attraverso il social network più importante del globo, grazie ad un’iniziativa lanciata pochi giorni fa da Mark Zuckerberg, rimbalzata su qualsiasi testata giornalistica in un batter di ciglia. ‘A Year of Books’Un anno di libri – è l’idea che Zuckerberg, anfitrione contemporaneo, ha proposto sulla pagina Facebook omonima, e si tratta del suo ‘buon proposito’ per il 2015: leggere (e far leggere) più libri, per l’esattezza uno ogni due settimane. E naturalmente discuterne con altri utenti, come ogni buon circolo letterario suppone.

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E se la capacità di Zuckerberg di muovere le masse è ormai conclamata, sia questa una caratteristica positiva o negativa a seconda delle prospettive, è altrettanto certo che incitare gli utenti del social network a leggere di più non può che rivelarsi utile. Il post di apertura di ‘A Year of Books’ afferma “Leggerò un nuovo libro ogni due settimane e lo discuterò qui. Le letture saranno incentrate su nuove culture e credenze, storia e tecnologia. Suggerimenti per nuovi titoli sono sempre i benvenuti, chiediamo a chi ha letto il libro di partecipare alla discussione, mentre noi modereremo il gruppo in modo da rimanere sempre sul tema”. Il primo libro da cui si partirà è The end of Power di Moisés Naìm (tradotto in italiano come ‘La fine del potere’), un saggio su come sia cambiato il concetto di leadership negli anni. Titolo impegnativo che ha probabilmente spiazzato qualcuno, ma che certamente permette profonde analisi e un’apertissima discussione.

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Non è facile prevedere un effettivo aumento del livello culturale, c’è già da immaginarsi la spartizione delle acque tra ‘secchioni’ che finiscono il libro prima di Zuckerberg, e quelli che puntano sul bignami di scolastiche rimembranze. Di sicuro il mercato del libro qualche beneficio lo trarrà, e anzi non sarebbe strano sospettare qualche accordo, presente o futuro, tra il social network e i grandi portali del settore come Amazon. Proprio quest’ultimo ha dichiarato infatti che nel giro di pochi giorni dal lancio dell’iniziativa il volume proposto come primo argomento del circolo letterario di Facebook è andato a ruba, addirittura sold-out. E se l’idea avrà successo, come non immaginare grandiosi deal con i supporti per e-books, app per la lettura e via dicendo?

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