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Casa dolce casa …purché sia green

La sostenibilità è ormai un requisito indispensabile per le nuove costruzioni. Quali sono caratteristiche che deve avere una casa per essere definita eco?

Città smart
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Siamo alla soglia di una rivoluzione nel mondo dell’edilizia: costruire in un’ottica sostenibile è oramai una scelta necessaria, incontestabilmente lungimirante, nonché una modalità di abitare – ma anche di fare impresa – che guarda al futuro. Le detrazioni fiscali agevolano il mercato del green building, che ha smesso di essere di nicchia e si appresta a diventare invece la soluzione che va per la maggiore, avviando i centri urbani verso un futuro da smart cities: ma cosa rende un edificio ecologico? Che cosa significa esattamente costruire una casa è più efficiente?
Deve essere performante, quindi fare esattamente il suo mestiere” spiega il professor Stefano Della Torre, Direttore del Dipartimento B.E.S.T. (Dipartimento di Scienza e Tecnologie dell’Ambiente Costruito) al Politecnico di Milano, riporta FederlegnoArredo. “Se è un elemento di facciata deve isolare, se è di impianto deve avere la massima efficienza. Deve essere inserito all’interno di un ciclo produttivo orientato a sua volta alla sostenibilità. Ricordando che ogni volta che sostituisco un componente con un altro, ho dei costi di dismissione, di trasporto e discarica”. Per esempio “Va di moda sostituire gli infissi in legno col Pvc. Ma il legno è estremamente mantenibile, e ci sono soluzioni di upgrade che consentono di non disperdere energia. Sono scelte che a volte vengono fatte in modo inconsulto. Per questo occorre una cultura da parte del compratore, e dal tecnico che lo assiste. La sostenibilità è basata su tre pilastri: ambientale, sociale ed economica. La manutenzione richiede l’azione anche di aziende altamente qualificate”, continua Della Torre. 
In Italia gioca un ruolo fondamentale EdilegnoArredo, associazione che rappresenta le aziende italiane di prodotti per l’edilizia e l’arredo urbano, di cui fanno parte aziende che utilizzano solo materiali di qualità, posa in opera a regola d’arte, competenza e innovazione, abbracciando tutto ciò che concerne il tema della sostenibilità. Della Torre spiega che tutte le volte che si acquista qualcosa pensando alla sua durabilità e alla manutenibilità si fa una scelta green, mentre ogni volta che si opta per qualcosa di usa e getta ci si allontana dal concetto di sostenibilità: “la sostenibilità si misura sull’intero ciclo di vita di un edificio, e quindi sull’intera filiera”. In questo senso il legno risulta essere un materiale dai grandi vantaggi di gestione complessiva. Naturalmente accanto alle innovazioni tecniche occorre il coinvolgimento attivo del consumatore, che deve essere in grado di capire quanto dispendio energetico richiede la propria casa: stanno nascendo edifici ai quali viene applicata, per ora in via sperimentale, una sorta di ‘spia’, un segnale che avvisa l’inquilino di quanto sta consumando. “È inutile avere sistemi molto performanti e poi lasciare le finestre aperte”, continua il professor Della Torre. 
Gli ecobonus stabiliscono che anche per il 2016 chi esegue lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica potrà usufruire delle detrazioni Irpef del 50% e del 65%, incentivo importante per i privati “I bonus hanno permesso al consumatore di guardare alla riqualificazione abitativa con un aiuto di tipo finanziario, e in particolare il 65% ha messo il risparmio energetico al centro dei processi di acquisto: se prima era spesso un desiderata, e poteva comportare un esborso considerevole, oggi la procedura è semplificata” commenta Massimo Buccilli (Velux), presidente di EdilegnoArredo.