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Spegnere lo smartphone fa bene, ecco perché

Troppo distraente in alcuni contesti, specialmente quelli dedicati all’apprendimento

Spegnere lo smartphone
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Spegnere lo smartphone, è un atto dovuto in certi contesti.

Prestate attenzione alla salvaguardia di momenti in cui si diventa disconnessi, perché – lo dice la scienza – sono importanti. Se infatti ci guardiamo un po’ intorno, scopriamo che il telefonino è l’oggetto che spesso ci distrae dalle più banali attività quotidiane. In metro, al cinema, all’università. Nello studio, nel contatto con l’altro, nella vita in generale. Camminiamo, viviamo e ascoltiamo gli altri con un occhio sempre verso lo schermo.

Tuttavia, chiariscono gli esperti, l’uso eccessivo del telefonino avrebbe conseguenze negative soprattutto per alcune categorie di persone. Sarebbero gli studenti a soffrire infatti maggiormente della dipendenza da smartphone. Con gravi danni al loro percorso professionale visto che la carriera accademica prevede che ci si concentri solo su un tema per un determinato periodo di tempo. Una pratica non incoraggiata dall’uso distraente del telefono.

A parlarne è un articolo del Daily Mail. 

Spegnere lo smartphone: spegnerlo fa bene, ecco perché

A certificarlo uno studio condotto dalla Sungkyunkwan University and City University di Hong Kong. Il team ha usato la nomofobia, la paura di rimanere disconnessi, per valutare alcuni rischi della dipendenza da smartphone. Tra le conseguenze negative della nomofobia, l’ansia e disturbi degli arti del polso e del collo. Gli studiosi lanciano anche un allarme: il meccanismo è destinato a peggiorare man mano che i telefonini diventano più evoluti.

Altrove, l’attenzione è invece per gli studenti

I ricercatori della Stellenbosch University in Sud Africa, dichiarano che oggi le persone spendono più di tre ore al giorno usando il telefonino.

‘Anche se i telefonini hanno reso alcuni aspetti della nostra vita più efficienti, esistono anche alcune controindicazioni. Per esempio l’uso eccessivo sta minando la nostra capacità di concentrazione’. A dichiararlo due ricercatori: il Dr Daniel le Roux e Douglas Parry della Cognition and Technology Research Group della Stellenbosch University.

Secondo lo studio, che si è concentrato sui ‘nativi digitali’ ossia le persone nate dopo il 1980, il multitasking ossessivo al quale ci costringe l’uso del telefonino non sarebbe un fattore del tutto positivo. Minerebbe infatti la capacità di concentrarsi. Per questo i due ricercatori suggeriscono che gli enti accademici introducano alcune misure contro l’uso dei telefonini in classe. Così facendo l’esperienza di apprendimento potrebbe essere più fruttuosa e meno messa in discussione dall’uso distraente del telefonino. Ne va dell’educazione e della preparazione degli adulti di domani.

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