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Relazioni: i danni del romanticismo alla coppia

Chiedere ad una relazione di essere totalizzante non fa bene

Relazioni di coppia
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Le relazioni a due ruotano spesso intorno a comportamenti che non sono del tutto innati. Come esseri umani, quando parliamo d’amore siamo inseriti in una cultura che sin da piccoli dispensa significati sul termine ‘amore’.

Un esempio in questo senso è tutto l’insieme di valori e immagini tipiche del romanticismo e del sentimento romantico. Cantato dai poeti e dagli scrittori il romanticismo è una delle modalità più evidenti con la quale affrontiamo l’amore e le relazioni. Spesso però questa maniera di vivere l’amore in senso assoluto fa più danni che altro.

Relazioni e romanticismo: l’amore romantico non fa sempre bene

Tanto che ad essere critici verso il romanticismo sono gli stessi terapeuti di coppia. Come ha raccontato la nota psicologa Esther Perel al Business Insider, il rapporto tra romanticismo e benessere personale non sarebbe affatto automatico.

Come ha spiegato la specialista alla Summit Conference di Los Angeles lo scorso weekend, l’idea di amore romantico risponderebbe all’esigenza di trascendenza tipica della religione più che essere un qualcosa che migliora le relazioni ideali.

‘Con la secolarizzazione del mondo occidentale, chiediamo all’amore romantico di fare per noi quello che una volta faceva la religione o il divino. Trascendenza, attribuzione di senso, completezza ed estasi’. Così si è espressa la specialista dal palco dell’evento.

‘La pressione sull’amore è una pressione di tipo religioso. Non vogliamo solo cose tradizionali dal partner. Per esempio supporto economico e figli, ma anche una soddisfazione profondamente psicologica. Vogliamo un migliore amico, un amante appassionato e così incontrare la nostra essenza più intima”.

Però non è tutto oro ciò che luccica e proprio questa pressione sulle relazioni avrebbe un effetto molto negativo. Per la Perel sarebbe infatti molto pericoloso chiedere al partner di essere ‘il tutto’.

Una richiesta che andrebbe bene forse per il divino ma non per i comuni mortali. E la studiosa, a chi crede che l’amore appassionato, totalizzante, sempre teso, sia un qualcosa a cui non rinunciare in una relazione a due dice: ‘è sbagliato’. Invece il pensiero della studiosa sottolinea l’assenza di religiosità dell’amore e l’invito a concentrarsi su aspetti più pratici di una relazione.

‘Non c’è nessuno sopra di noi che ci dice cosa fare. Non ci sono campane che suonano per svegliarci, o per dirci quando dobbiamo curarci dei nostri figli. Dipende da noi’.

 

 

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